Il Diario

Sabato 21 dicembre 1991. Incomincio di nuovo a scrivere perché la prudenza non è mai troppa

Incomincio di nuovo a scrivere perché la prudenza non è mai troppa. La cosa che voglio dopo la mia morte è un funerale con pochiessime persone. Ci dovranno essere mia cognata Piera Aiello e i suoi familiari. Mia sorella Anna Maria e tutta l'Arma dei carabinieri che vorranno esserci, tutte le persone che mi hanno aiutato a fare giustizia per la morte di mio padre e di mio fratello, mia madre non dovrà per nessuna ragione venire al mio funerale e nessun altro. Dovrà essere un funerale con molti fiori ma non voglio fiori di colore bianco. La bara sarà nera o bianca e sopra la bara dovrà essere posta solo una rosa. I miei vestiti dovranno essere neri, preferibilmente giacca e pantaloni con un papillon nero, i miei capelli dovranno essere sciolti. Quando porteranno la mia bara in chiesa l'organo dovrà suonare l'Ave Maria di Schubert. Queste sono le mie volontà e spero con tutto il cuore che siano esaudite. Sono sicura che non avrò una lunga vita sia se sarò uccisa dalle persone che accuserò durante il processo, che per una promessa del destino. Sarei felice se potessi vivere insieme a Nicola e a mio padre. Spero che Vita Maria un giorno impari ad amare suo padre anche se non lo ricorderà tantissimo. Mi manca tanto il mio Nicola.

Rita Atria

Dopo 5 anni...

La chiesa di Partanna all'arrivo del feretro ha fatto trovare le porte chiuse ed un parroco più attento ad una immagine di paese ormai compromessa a vita che all'estremo saluto. La bara di Rita è stata portata al cimitero dalle donne del digiuno e dei lenzuoli di Palermo.
Dopo cinque anni noi dell'Associazione con il contributo fondamentale di Piera Aiello e l'impegno di Luigi Ciotti (addetto ai contatti con la chiesa - ha dovuto chiedere il consenso al vescovo...) abbiamo organizzato un funerale senza bara. Poco prima di iniziare la messa il prete comunica a Nadia Furnari che non poteva leggere la lettera di Piera e che l'Ave Maria non si poteva cantare durante il rito religioso... grazie a Luigi Ciotti la lettera di Piera è stata letta e l'Ave Maria è stata cantata [fuori dal rito religioso]. In quella chiesa c'era anche la madre. Messa in disparte. Una messa particolare con tanti amici. Tra tutti Nonno Nino Caponnetto, Rita Borsellino, Giancarlo Caselli, Mario Blunda, Alessandra Camassa, Michela Buscemi e tantissimi cittadini provenienti da quasi tutta la Sicilia. Dal 2003 non ricordiamo più Rita Atria nel suo paese perché non potevamo più tollerare la presenza in quella chiesa del sindaco Culicchia con il quale, anche se è stato assolto, non desideriamo avere alcun rapporto. Speriamo vivamente di tornare al più presto.

È incomprensibile...

E' incomprensibile  come un sorriso ti possa affascinare, come due occhi ti possano far innamorare, come un silenzio ti possa far stare male, come una carezza ti possa far rabbrividire, come una voce invada il tuo cuore, come il desiderio di un uomo i sensi ti possa risvegliare... L'incomprensibile, l'inspiegabile, forse troppe domande per chi è ancora solo una piccola ragazzina.

Rita Atria

È notte...

E' notte e nel cielo c'è soltanto silenzio
e un gran buio
la città intorno a me è ancora sveglia
e piena di luci
ascolto ma non sento
Quella città è troppo lontana da me
o forse io da lei
Comunque sia non sapere
qual è la mia città mi fa solo capire
quanto sia dolce il dolore
che ci lega ai suoi ricordi

Rita Atria

Uno ed uno solo è il vero artefice...

Maestosi monumenti
grandi e dolci creature create da noi
dalla nostra immensa fantasia,
dalle nostre grandi mani
strumento di chissà quale magia
occhi che guardano al di là
di qualsiasi visione celestiale
una pietra scolpita o
una città incantata.
Grandi meriti e lodi per gli scultori
ma forse dimentichiamo un po' troppo
spesso che dei tanti autori
uno ed uno solo è il vero artefice.

Rita Atria

Una sottile e cupa oscurità ti invade

Una sottile e cupa oscurità ti invade
però stavolta non è la paura che ti impedisce di vedere, è proprio la sera,
è proprio la poca luce della luna che ti fa spegnere.
Piano, piano, dolcemente quasi fino a farti morire dentro

Rita Atria

Mio Dio, perché mi toglie sempre troppo presto ciò che amo...

Mio Dio,
perché mi togli sempre troppo presto ciò che amo.

Ti prego toglimi il cuore ma non farmi soffrire, non farmi tenere tra le mani ciò che non potrà mai essere mio.[...]

Sono quasi le 9 di sera, sono triste e demoralizzata forse perché non riesco più a sognare, nei miei occhi vedo tanto buio e tanta oscurità.

Non mi preoccupa il fatto che dovrò morire ma che non riuscirò mai ad essere amata da nessuno.

Non riuscirò mai ad essere felice e a realizzare i miei sogni. Vorrei tanto poter avere Nicola vicino a me, poter avere le sue carezze e i suoi abbracci, ne ho tanto bisogno, e, l'unica cosa che riesco a fare, è piangere, ma vorrei tanto il mio Nicola.

Nessuno potrà mai colmare il vuoto che c'è dentro di me, quel vuoto incolmabile che tutti, a poco a poco, hanno aumentato. Non ho più niente e nessuno, non possiedo altro che briciole. Non riesco a distinguere il bene dal male, tanto ormai è tutto così cupo e così squallido.

Credevo che il tempo potesse guarire tutte le ferite. Invece no. Il tempo le apre sempre più fino ad ucciderti, lentamente.

Quando finirà quest'incubo?

Rita Atria

Attendere chi. O cosa?

Attendere chi. O cosa?
Forse una speranza
l'illusione di cambiare ciò che ti circonda
talmente complicato perché sai che mai
ciò che è stato rubato ti potrà essere restituito
puoi gridare, piangere, soffrire,
ma nessuno ascolterà, nessuno ti capirà
anzi ti giudicherà.

Rita Atria

E' una lunga sera

E' una lunga sera e nel cielo ci sono milioni di stelle, una più affascinate dell'altra, in ognuna c'è un piccolo segreto, ognuna ha un lungo viaggio da compiere, e una di esser, proprio la più piccola, la più lucente, la più lontana, sta compiendo per me il più lento ed il più lungo dei viaggi, per arrivare in un luogo chiamato infinito, proprio lì sono i miei due grandi amori, proprio lì nell'infinito un giorno potrò riabbracciare le mie stelle. Quelle stelle che avranno il potere di illuminare l'immensità del cielo e che nessuno potrà più spegnere mai.

Rita Atria

Assoluzione...

L'on. Culicchia è stato assolto.

Nel  2007 viene rieletto a sindaco di Partanna e all'ARS  con Democrazia è libertà - La Margherita.

 

Come sempre vince chi è più bravo a truffare la vita...

Credo proprio che mai Culicchia andrà in galera. Ha ucciso, rubato, truffato ma mai nessuno riuscirà a trovare le prove che lo accusano e provino che dico la verità. Sono sicura che mai riuscirò a farmi credere dai giudici, vorrei che ci fosse papà, lui riuscirebbe a trovare le prove che lo facciano apparire per quello che veramente è, cioè Culicchia è solo un assassino truffatore, ma naturalmente le parole di una diciassettenne non valgono nulla. Io sono solo una ragazzina che vuol fare giustizia e lui un uomo che interpreta benissimo la parte del bravo e onesto onorevole. Io non potrò più vivere, ma lui continuerà a rubare, e a nascondere che è stato lui a far uccidere Stefano Nastasi. Già come sempre vince chi è più bravo a truffare la vita.

Rita Atria

Ora che è morto Borsellino

Ora che è morto Borsellino, nessuno può capire che vuoto ha lasciato nella mia vita.
Tutti hanno paura ma io l'unica cosa di cui ho paura è che lo Stato mafioso vincerà e quei poveri scemi che combattono contro i mulini a vento saranno uccisi. Prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combarrete la mafia che c'è nel giro dei tuoi amici, la mafia siamo noi ed il nostro modo sbagliato di comportarsi.
Borsellino, sei morto per ciò in cui credevi
ma io senza di te sono morta.

Rita Atria

In un giorno come tanti altri (prima versione)...(1)

Un giorno come tanti altri mentre passeggiavo da sola per strada ero talmente attratta da tutte le vetrine che mi circondavano inciampando, non so come, sono caduta. Ad un tratto mi apparve un piccolo bimbo, mi aiutò a rialzarmi. Ringraziai il bimbo per avermi aiutato e confusa com'ero non mi accorsi nemmeno che quel piccolo e dolce essere non vedeva.

I suoi occhi guardavano il nulla ed io tremante non riuscivo a staccare la mia mano dalla sua. Mi domando cos'era che mi aveva fatto cadere, mi guardai attorno ma non riuscii a vedere niente; così, forse, per una strana curiosità, mi domandò cosa esistesse intorno a noi.

Gli raccontai che c'erano migliaia di uccelli che cantavano felici, milioni di persone che amano con tutto il cuore e milioni di sogni e speranze che aumentavano sempre più, un grande sole illuminava la nostra vita e una dolce luna che accompagna il nostro dolce dormire.

Ma ancora oggi, dopo tanto tempo, mi chiedo perché non gli ho detto tutta la verità.

Rita Atria

In un giorno come tanti altri (prima versione)...(2)

In un giorno come tanti altri mentre passeggiavo da sola per strada ero talmente attratta da tutte le vetrine che mi circondavano che non so come, ad un tratto, inciampai e caddi; non so come ero caduta, ma mentre cercavo di rialzarmi mi apparve un piccolo bambino che mi chiese dolcemente se poteva aiutarmi.

Mi porse la mano e mi alzai; confusa com'ero mi accorsi solo più tardi che quel piccolo e dolce essere aveva gli occhi rivolti verso il nulla. Lo fissai intensamente e solo allora capii che egli non vedeva.

Io tremante non riuscivo a staccare la mia mano dalla sua. Mi domando qual'era la causa che mi aveva fatto cadere, mi guardai attorno ma non riuscii a vedere niente e forse solo per una strana curiosità mi chiese cosa vedessi in quel momento intorno a noi.

Gli dissi che vedevo volare centinaia di gabbiani accompagnati da grandi speranze, dolci sogni e incantevoli illusioni, gli dissi che la gente aveva un grande sorriso che illuminava il loro volto e nei loro occhi traspariva tanta dolcezza, un grande sole che faceva risplendere le nostre vite e un amore immenso che apriva ognuno di noi al prossimo.

Ma senza farmi finire di raccontare mi chiese se anche i miei occhi non vedessero. Gli risposi di no e lui sorridendomi andò via

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