Il caso Cambridge Analytica
Cambridge Analytica
Come dati di milioni di utenti Facebook sono stati trasformati in strumenti per la comunicazione politica. La vicenda raccontata attraverso le inchieste originali e le verifiche delle autorità.
Da un test online a una strategia elettorale.
01 / Il caso
Lo scandalo dietro i profili Facebook
Nel marzo 2018, le inchieste dell’Observer e del New York Times mostrarono come dati raccolti da milioni di profili Facebook fossero stati trasferiti a Cambridge Analytica, società specializzata nella profilazione degli elettori.
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La società, attiva nella consulenza per campagne politiche, aveva ricevuto dati raccolti tramite un'app sviluppata dal ricercatore Aleksandr Kogan attraverso Global Science Research (GSR). Parte delle informazioni riguardava persone che non avevano installato l'app, ma erano amiche di chi l'aveva utilizzata.
Il problema non fu un furto di password: furono sfruttate funzionalità delle API Facebook allora disponibili e i dati vennero trasferiti e impiegati per finalità incompatibili con quelle dichiarate. [8] ↗
La storia è più complessa di un semplice «furto di dati». È la storia di un’applicazione presentata come test psicologico, di un’interfaccia Facebook che permetteva l’accesso a informazioni sugli amici degli utenti e di un ecosistema di società che trasformava quelle informazioni in strumenti commerciali per la comunicazione politica.
Si tratta anche di una storia giornalistica: la prima denuncia pubblica risale al 2015 , ma soltanto tre anni dopo la combinazione di documenti, testimonianze e indagini sotto copertura rese evidente la portata del caso. [1] ↗ [4] ↗
02 / Il meccanismo
Come funzionava la raccolta e l'utilizzo dei dati
Il passaggio decisivo non era il singolo dato, ma la combinazione fra piattaforme social, modelli statistici e archivi elettorali.
Il punto di partenza era thisisyourdigitallife , un questionario sulla personalità sviluppato dal ricercatore Aleksandr Kogan attraverso la sua società Global Science Research (GSR). Circa 300.000 persone utilizzarono l’app; una parte dei dati raccolti riguardava però anche i loro contatti Facebook, che non avevano scelto di partecipare al test. [10] ↗
La profilazione faceva riferimento anche al modello psicologico OCEAN , che descrive cinque dimensioni della personalità. I tratti venivano stimati statisticamente e associati, quando possibile, a registri elettorali e archivi commerciali. Questo non significa che il sistema potesse leggere il pensiero degli elettori: il risultato era una previsione probabilistica , non una certezza sul comportamento individuale. [8] ↗ [10] ↗
Il modello ricostruito è descritto nelle inchieste e negli atti della FTC. La previsione di un tratto psicologico non equivale a conoscere con certezza intenzioni o comportamento di una persona. [4] ↗ [8] ↗
03 / La cronologia
Dalle prime segnalazioni alle indagini
Nel 2015 il giornalista Harry Davies aveva già documentato sul Guardian il ricorso a Cambridge Analytica da parte della campagna di Ted Cruz, insieme ai dubbi sulla provenienza dei dati utilizzati. Nel 2018 Carole Cadwalladr, Emma Graham-Harrison e il New York Times portarono alla luce il ruolo dell’ex dipendente Christopher Wylie e nuovi documenti interni: l’inchiesta assunse allora una dimensione internazionale. [1] ↗ [2] ↗ [3] ↗
In parallelo, Channel 4 News filmò in segreto alcuni dirigenti della società che descrivevano operazioni di influenza e altre pratiche controverse. I filmati sono una fonte diretta sulle dichiarazioni dei dirigenti : non costituiscono automaticamente prova che ciascun metodo sia stato utilizzato. [5] ↗ [6] ↗
2014
Origine dei datiUn'app di ricerca apre la strada alla raccolta
Il ricercatore Aleksandr Kogan, attraverso GSR, raccoglie informazioni con un questionario Facebook. I dati vengono poi trasferiti alla filiera di Cambridge Analytica. [8] ↗
11 dic 2015
Prima inchiestaIl Guardian documenta il caso Ted Cruz
Harry Davies denuncia l'uso di dati Facebook e profili psicografici da parte della società impegnata nella campagna del candidato repubblicano Ted Cruz.
17 mar 2018
Le rivelazioni decisiveObserver e New York Times rendono pubblica la portata del caso
Le testimonianze, i documenti e l'intervento dell'ex dipendente Christopher Wylie fanno emergere la raccolta di dati su decine di milioni di profili. Le prime inchieste parlano di circa 50 milioni. [2] ↗ [3] ↗ [4] ↗
19–20 mar 2018
Telecamere nascosteChannel 4 pubblica due video-inchieste
Giornalisti sotto copertura registrano dirigenti di Cambridge Analytica mentre descrivono tecniche di propaganda e operazioni contro avversari politici. Le dichiarazioni filmate non dimostrano da sole che ogni tecnica sia stata effettivamente usata. [5] ↗ [6] ↗
4 apr 2018
La stima della piattaformaFacebook porta la stima a 87 milioni
La società annuncia che fino a 87 milioni di utenti potrebbero aver visto le proprie informazioni condivise impropriamente con Cambridge Analytica. [7] ↗
2019
Le autorità intervengonoLa FTC interviene su Cambridge Analytica e Facebook
Negli Stati Uniti la Federal Trade Commission emette un provvedimento contro Cambridge Analytica per pratiche ingannevoli nella raccolta dei dati. In un procedimento distinto, Facebook accetta una sanzione da 5 miliardi di dollari per violazioni più ampie dei propri obblighi in materia di privacy. [8] ↗ [9] ↗
2 ott 2020
La verifica britannicaL'ICO chiarisce risultati e limiti delle prove
Il regolatore britannico pubblica una ricostruzione dell'indagine basata anche su documenti e materiali tecnici. Non riesce a determinare in quali singole attività di campagna siano stati impiegati i dati GSR. [10] ↗
04 / La comunicazione politica
Dalla profilazione ai messaggi per gli elettori
L’interesse di Cambridge Analytica per la politica non era nascosto: l’azienda vendeva servizi per individuare segmenti di pubblico e adattare la comunicazione alle caratteristiche stimate di ciascun gruppo.
Nel 2015 il Guardian raccontò il lavoro svolto per la campagna repubblicana di Ted Cruz. La società, finanziata anche da Robert Mercer, entrò successivamente nell’orbita della campagna di Donald Trump per le presidenziali del 2016. Tra le figure associate alla nascita dell’azienda figurava Steve Bannon, in seguito consulente politico di Trump. [1] ↗ [2] ↗
Il meccanismo dichiarato consisteva nell’elaborare messaggi differenti per gruppi diversi. A una parte dell’elettorato, per esempio, si poteva proporre un annuncio centrato sulla sicurezza; a un’altra, lo stesso candidato poteva essere presentato attraverso argomenti economici. È il principio del microtargeting : personalizzare il contenuto e la distribuzione di un messaggio in base ai dati disponibili sul destinatario.
Questa impostazione presenta un problema di trasparenza: due cittadini possono ricevere messaggi molto diversi senza sapere quali informazioni personali abbiano portato a quella selezione. Va però distinta la capacità tecnica di segmentare un pubblico dall’effettivo potere di cambiarne il voto. Le prove raccolte non consentono di attribuire a Cambridge Analytica la vittoria di Trump , né di misurare un effetto causale preciso sull’esito del 2016. [10] ↗
05 / Fatti, prove, limiti
Cosa è stato accertato. E cosa no.
Documentato
Dati Facebook furono raccolti tramite l'app collegata a GSR e trasferiti per usi estranei alle finalità dichiarate; la FTC accertò condotte ingannevoli di Cambridge Analytica. [8] ↗
La società lavorò nell'ambito di campagne politiche statunitensi, mentre Facebook fu chiamata a rispondere di gravi problemi nella gestione della privacy. [1] ↗ [9] ↗
Non dimostrato
Non esiste una prova che le tecniche di Cambridge Analytica abbiano, da sole, determinato la vittoria di Donald Trump nel 2016.
L'ICO non ha potuto stabilire il preciso impiego dei dati GSR nelle singole campagne. Inoltre, i dati GSR relativi a elettori statunitensi non dimostrano un uso diretto degli stessi dati nel referendum Brexit. [10] ↗
06 / Perché questa vicenda conta
Il problema non era soltanto un’azienda
Nel 2019 la Federal Trade Commission statunitense accertò che Cambridge Analytica aveva utilizzato pratiche ingannevoli nella raccolta di informazioni personali. In un procedimento distinto, Facebook accettò una sanzione da cinque miliardi di dollari e nuovi obblighi sul trattamento dei dati: il provvedimento riguardava violazioni più ampie della privacy, non solo questa vicenda. [8] ↗ [9] ↗
L’autorità britannica ICO esaminò anche i materiali tecnici e le comunicazioni interne di Cambridge Analytica. Rilevò che molti modelli si basavano su strumenti statistici già diffusi e che l’accuratezza su nuovi individui era verosimilmente inferiore a quella prospettata in alcune comunicazioni aziendali. Non fu possibile ricostruire, per ogni singola campagna, l’impiego specifico dei dati provenienti da GSR. [10] ↗
Il riferimento al referendum sulla Brexit richiede una precisazione: nel suo rapporto finale del 2020 l’ICO non trovò prove di un coinvolgimento operativo di Cambridge Analytica nella campagna referendaria, oltre ad alcuni contatti iniziali, e distinse la vicenda da quella di altre società e organizzazioni attive nel referendum. [10] ↗
La lezione del caso Cambridge Analytica riguarda la governance dei dati: chi li raccoglie, per quale scopo, a chi può trasferirli, come vengono combinati e quali controlli permettono ai cittadini di capire come sono raggiunti dalla comunicazione politica.
07 / Le fonti
Le inchieste e i documenti originali
Tutti i collegamenti portano direttamente alla pubblicazione originale o al documento dell'autorità. Le fonti giornalistiche sono separate dalle verifiche istituzionali per rendere distinguibili le rivelazioni dalle conclusioni delle indagini.
Inchieste giornalistiche
Ted Cruz using firm that harvested data on millions of unwitting Facebook users
Harry Davies. L'inchiesta che porta alla luce il caso prima delle elezioni del 2016.
Revealed: 50 million Facebook profiles harvested for Cambridge Analytica
Carole Cadwalladr ed Emma Graham-Harrison. Le prove e le testimonianze che hanno fatto esplodere lo scandalo.
How Trump Consultants Exploited the Facebook Data of Millions
Matthew Rosenberg, Nicholas Confessore e Carole Cadwalladr. Una ricostruzione parallela basata su testimonianze e documenti. Accesso soggetto alle condizioni dell'editore.
“I made Steve Bannon's psychological warfare tool”
Carole Cadwalladr. La lunga intervista a Christopher Wylie, ex dipendente e fonte centrale dell'inchiesta.
Cambridge Analytica Uncovered: Secret filming reveals election tricks
Prima parte dell'inchiesta sotto copertura con registrazioni dei dirigenti dell'azienda.
Undercover Secrets of Trump's Data Firm
Seconda parte dell'inchiesta sulle affermazioni dei dirigenti riguardo alla campagna presidenziale statunitense.
Documenti ufficiali e verifiche
An Update on Our Plans to Restrict Data Access on Facebook
Comunicazione della piattaforma che stima in fino a 87 milioni i profili potenzialmente coinvolti.
FTC Issues Opinion and Order Against Cambridge Analytica
Provvedimento ufficiale relativo alle pratiche ingannevoli nella raccolta dei dati Facebook.
FTC Imposes $5 Billion Penalty on Facebook
Il procedimento contro Facebook riguarda la violazione degli obblighi sulla privacy, non soltanto il caso Cambridge Analytica.
ICO investigation into use of personal information and political influence
Lettera conclusiva e allegati sull'indagine britannica: tecniche, prove digitali e limiti degli accertamenti.
Nota editoriale
Questa pagina è una rielaborazione originale delle fonti indicate. Le ricostruzioni giornalistiche riferiscono fatti, testimonianze e documenti disponibili al momento della pubblicazione; i documenti ufficiali riportano invece gli accertamenti delle autorità e i relativi limiti.
I numeri “50 milioni” e “87 milioni” provengono da momenti diversi della vicenda: il primo appare nelle inchieste del marzo 2018, il secondo è la successiva stima di Facebook dei profili potenzialmente coinvolti. Non sono misure dell'efficacia elettorale del microtargeting.
Questa pagina vuole solo essere da spunto per un approndimento autonomo del lettore. Riteniamo assurdo che in Italia il caso Cambridge Analytica sia finito nel posso dell'oblio.