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Rita Atria

«Forse un mondo onesto non esisterà mai, ma chi ci impedisce di sognare. Forse se ognuno di noi prova a cambiare, forse ce la faremo»

Un abbandono di Stato che fa della giovane la settima vittima indiretta della strage di via D’Amelio e che rende impossibile considerare la sua scomparsa un caso chiuso. Questo libro intende contribuire a riaprirlo. Per rendere giustizia a Rita; per non vanificare l’impegno di chi ha lottato e lotta autenticamente contro le mafie.

Rita Atria
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In Italia la confusione tra Collaboratori e Testimoni nasce nelle stanze istituzionali... Un po' di storia

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Le inchieste dell'Associazione e quelle dimenticate che riteniamo abbiano avuto poca visibilità. Storie ai margini, storie dimenticate, storie ignorate. Ospiteremo storie e rimanderemo a Storie... in uno scambio necessario.

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Sovranità limitata
Lo stato parallelo

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Strutture segrete, reti parallele e centri di potere: da Gladio all’Anello, dalla P2 ad altre realtà che hanno condizionato la vita democratica e la sovranità italiana.

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Lettera di Donatella Aloisi alla Commissine Antimafia

Lettera di Donatella Aloisi alla Commissine Antimafia

Pubblichiamo - ad oggi senza risposte - la lettera che Donatella Aloisi, figlia di Ignazio, ucciso il 27 gennaio 2001. "Oggi sono trascorsi 35 anni. Io avevo appena compiuto 14 anni. Mio padre mi aveva trasmesso la passione per il calcio e per il Messina. Quel giorno era domenica e, come tutte le domeniche in cui il Messina giocava in casa, andammo insieme allo stadio"

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Rita Atria, la settima Vittima di via D'Amelio

Rita Atria, la settima Vittima di via D'Amelio

l 26 luglio 1992, una settimana dopo la strage di via D’Amelio in cui viene assassinato il giudice Paolo Borsellino, Rita Atria – la diciassettenne che a lui e alle sue sostitute procuratrici aveva raccontato i segreti della mafia di Partanna – muore a Roma, precipitando da un balcone del civico 23 di viale Amelia. La sua tragica morte viene archiviata come suicidio, ma la verità rimane oscurata da troppe ombre, troppi dubbi, troppe contraddizioni e omissioni.

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Solidarietà a Lucia, Manfredi e Fiammetta Borsellino

𝗔 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝘁𝗿𝗲𝗻𝘁’𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗴𝗶, 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐧𝐨𝐢 𝐞𝐯𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚̀ 𝐩𝐢𝐞𝐧𝐚 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐬𝐚 𝐬𝐢𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐮𝐧 𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐟𝐚𝐥𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐳𝐢𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐞 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐨. [...]𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐡𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚 𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚 — 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐥𝐚 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐁𝐨𝐫𝐬𝐞𝐥𝐥𝐢𝐧𝐨 — 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐫𝐢𝐦𝐚𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐟𝐞𝐫𝐦𝐨, 𝐚𝐥 𝐝𝐢 𝐥𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐨𝐩𝐢𝐧𝐢𝐨𝐧𝐞.

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