Testimoni di Giustizia
In Italia la confusione tra Collaboratori e Testimoni nasce nelle stanze istituzionali... Un po' di storia
Testimoni di giustiziaUn abbandono di Stato che fa della giovane la settima vittima indiretta della strage di via D’Amelio e che rende impossibile considerare la sua scomparsa un caso chiuso. Questo libro intende contribuire a riaprirlo. Per rendere giustizia a Rita; per non vanificare l’impegno di chi ha lottato e lotta autenticamente contro le mafie.
In Italia la confusione tra Collaboratori e Testimoni nasce nelle stanze istituzionali... Un po' di storia
Testimoni di giustizia
Le inchieste dell'Associazione e quelle dimenticate che riteniamo abbiano avuto poca visibilità. Storie ai margini, storie dimenticate, storie ignorate. Ospiteremo storie e rimanderemo a Storie... in uno scambio necessario.
Le nostre Inchieste
Strutture segrete, reti parallele e centri di potere: da Gladio all’Anello, dalla P2 ad altre realtà che hanno condizionato la vita democratica e la sovranità italiana.
Gli ultimi post dalla nostra Pagina
𝐃𝐚𝐥 𝐜𝐥𝐢𝐜𝐤 𝐚𝐥 𝐜𝐚𝐥𝐥 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐞𝐫: 𝐥’𝐢𝐧𝐝𝐚𝐠𝐢𝐧𝐞 𝐭𝐫𝐚𝐧𝐬𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐡𝐚 𝐚𝐳𝐳𝐞𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐧𝐞𝐭𝐰𝐨𝐫𝐤 𝐜𝐫𝐢𝐦𝐢𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐟𝐚𝐥𝐬𝐢 𝐛𝐫𝐨𝐤𝐞𝐫 di Roberto Greco Con oltre cento server sequestrati, perquisizioni in diciassette località e sette ordini di cattura finalizzati all’estradizione verso la Germania, l’indagine svela la complessa filiera tecnologica e finanziaria dietro alle piattaforme di trading fantasma #CyberSecurity #truffeonline #networkcriminale #inprimopiano
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Hanno ucciso Anna. Hanno ucciso, anche se non fisicamente, una intera redazione. 𝐀𝐧𝐧𝐚 𝐏𝐨𝐥𝐢𝐭𝐤𝐨𝐯𝐬𝐤𝐚𝐣𝐚 «𝗖𝗶 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝘂𝗰𝗰𝗶𝘀𝗶. Il 9 novembre spegneremo la luce nella nostra casa, dove abbiamo vissuto per 30 anni, spegneremo i server e ce ne andremo. Il giornale non esiste più. Le autorità russe e i servizi segreti russi hanno costretto la redazione a interrompere il proprio lavoro. Oltre trent’anni di vita trascorsi insieme al Paese e ai suoi cittadini finiranno per noi in strada, senza mezzi di sostentamento e sotto la costante minaccia della repressione». ("𝗡𝗼𝘃𝗮𝗷𝗮 𝗚𝗮𝘇𝗲𝘁𝗮", il giornale di #AnnaPolitkovskaja, cessa le proprie attività a Mosca) #inprimopiano
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𝐂𝐨𝐬’𝐞̀ 𝐀𝐥𝐚𝐝𝐝𝐢𝐧 𝐝𝐢 𝐁𝐥𝐚𝐜𝐤𝐑𝐨𝐜𝐤❓ 𝐒𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚, 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐨𝐟𝐭𝐰𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐚 𝐥𝐚 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐠𝐥𝐨𝐛𝐚𝐥𝐞 di Roberto Greco Un’inchiesta su Aladdin di BlackRock, il super-software che gestisce oltre 21 mila miliardi di dollari di beni. Che, pur salvando i governi nelle crisi, accentra i rischi finanziari globali, creando un monopolio tecnologico sistemico #Inprimopiano #CyberMoney #AI #FinanzaGlobale
Leggi su FacebookLa settima Vittima di via D'Amelio
𝗥𝗶𝘁𝗮 𝗔𝘁𝗿𝗶𝗮 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮 𝗮 𝗣𝗮𝗹𝗲𝗿𝗺𝗼... il 13 novembre alle 17.30 al laboratorio Andrea Ballarò. Dettagli nella locandina #RitaAtria #lasettimavittimadiviadamelio #edizionimesogea
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𝐒𝐚𝐥𝐯𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐏𝐢𝐳𝐳𝐮𝐭𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐍𝐚𝐝𝐢𝐚 𝐅𝐮𝐫𝐧𝐚𝐫𝐢 𝐜𝐨𝐚𝐮𝐭𝐫𝐢𝐜𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐥𝐢𝐛𝐫𝐨 𝐢𝐧𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐑𝐢𝐭𝐚 𝐀𝐭𝐫𝐢𝐚 𝐥𝐚 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐢𝐦𝐚 𝐕𝐢𝐭𝐭𝐢𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐚 𝐃❜𝐀𝐦𝐞𝐥𝐢𝐨 𝐬𝐜𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐚 𝐂𝐮𝐜𝐞̀, 𝐞𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐌𝐞𝐬𝐨𝐠𝐞𝐚 Ringraziamo Salvo Pizzuto e radio Catell'Umberto per aver dato voce alla storia di Rita Atria. #RitaAtria #lasettimavittimadiviadamelio https://fb.watch/KCIdC9I2UF/
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Vi aspettiamo a 𝗥𝗼𝗺𝗮, 𝗶𝗹 𝟯𝟬 𝗼𝘁𝘁𝗼𝗯𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲, 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟳.𝟯𝟬, in via delle Botteghe Oscure 54, sede Fnsi 𝗚𝗿𝗮𝘇𝗶𝗲 𝗮 𝗰𝗵𝗶 𝘃𝗼𝗿𝗿𝗮̀ 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘃𝗶𝗱𝗲𝗿𝗲 @follower Edizioni Mesogea Culture Mediterranee Nadia Furnari #RitaAtria #lasettimavittimadiviadamelio #PaoloBorsellino
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𝐃𝐚𝐩𝐡𝐧𝐞 𝐂𝐚𝐫𝐮𝐚𝐧𝐚 𝐆𝐚𝐥𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐞 𝐥’𝐨𝐦𝐛𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐦𝐩𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐦𝐨𝐜𝐫𝐚𝐳𝐢𝐚 𝐞𝐮𝐫𝐨𝐩𝐞𝐚 di Roberto Greco Continuiamo a pubblicare gli articoli del giornalista Roberto Greco perché pare che l'omicidio di Daphne Caruana Galizia non sia nell'agenda dei big dell0informazione. "Tra speculazioni finanziarie opache, reti di corruzione offshore e il drammatico verdetto che lascia l'ombra dell'impunità sul nome dei veri mandanti, la storia di Daphne non è più solo il racconto di una tragedia personale, ma il simbolo di una battaglia incessante per la verità, la libertà di stampa e la tenuta dello Stato di diritto." #DaphneCaruanaGalizia
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Caso Daphne Caruana Galizia, l’assoluzione di Yorgen Fenech e il fallimento del sistema Malta di Roberto Greco https://www.glistatigenerali.com/attualita/criminalita/caso-daphne-caruana-galizia-lassoluzione-di-yorgen-fenech-e-il-fallimento-del-sistema-malta/ #DaphneCaruanaGalizia
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Noi continuiamo a dare notizie sull'onicidio della GIORNALISTA Daphne Caruana Galizia. Ci sconvolge che per i media italiani sia un fatto esclusivamente maltese. Eppure a Malta c'è chi alza la testa. Eppure in Italia c'è chi scrive nonostante l'indifferenza. Roberto Greco #DaphneCaruanaGalizia
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Il movimento No MUOS ha lanciato un forte appello alla mobilitazione e ha invitato tutte le realtà a partecipare all’assemblea pubblica dal titolo “La guerra è già qui” che si è svolta a Niscemi domenica scorsa. Con questa iniziativa si vuole mettere mano all’urgenza di fermare la deriva sociale, ambientale ed economica in cui i nostri territori stanno affondando, a causa di scelte politiche strutturalmente asservite ai profitti bellici e al tecnocapitalismo. #NoMuos #Muos Virginia Dessy
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Intervista di Mattino SUD (Telesud TV) a Nadia Furnari, vicepresidente della nostra Associazione. 𝗦𝘂𝗹 𝗠𝗨𝗢𝗦 𝗱𝗶 𝗡𝗶𝘀𝗰𝗲𝗺𝗶 𝗶𝗹 𝘀𝗶𝗹𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗮: 𝗶𝗹 𝗚𝗼𝘃𝗲𝗿𝗻𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗳𝗮 𝗱𝗼𝗺𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗮𝗴𝗹𝗶 𝗨𝗦𝗔 𝗲 𝗹’𝗼𝗽𝗽𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗻𝗲 𝗳𝗮 𝗮𝗹 𝗚𝗼𝘃𝗲𝗿𝗻𝗼. In un’area dove un cittadino non può tagliare un albero, una potenza straniera può installare un sistema di guerra. E tutto questo, con il 𝘀𝗶𝗹𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮. Per questo ribadiamo che 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝘁𝘁𝗶 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗶 𝘀𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼𝗹𝗮𝗻𝗼, 𝘀𝗶 𝗲𝘀𝗲𝗿𝗰𝗶𝘁𝗮𝗻𝗼 — e che 𝗶𝗹 𝗣𝗮𝗿𝗹𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗲 𝗶𝗹 𝗚𝗼𝘃𝗲𝗿𝗻𝗼 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗹’𝗼𝗯𝗯𝗹𝗶𝗴𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗠𝗨𝗢𝗦 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘀𝗲𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗲𝘁𝗲𝗻𝘁𝗶, 𝗻𝗲𝗹 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗼𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗼𝘃𝗿𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹 𝗣𝗮𝗲𝘀𝗲. E così, nella sughereta “protetta” del sito SIC, il sistema di guerra vive indisturbato…gli USA e i loro alleati possono continuare a dormire sonni tranquilli. 𝗣𝗿𝗲𝗻𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗮𝘁𝘁𝗼, 𝗲 𝗿𝗶𝗻𝗴𝗿𝗮𝘇𝗶𝗮𝗺𝗼, 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗼𝗹𝗼 @𝗧𝗲𝗹𝗲𝘀𝘂𝗱 𝗵𝗮 𝗺𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗲𝘀𝘀𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗹’𝗮𝗿𝗴𝗼𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼. nel primo commento il link al comunicato stampa del 28 settembre. #Muos #Niscemimi #siciliailia #sovranitànazionale #CostituzioneItaliana #nowar #NoMuos @follower
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COMUNICATO STAMPA ❞𝗖𝗵𝗶𝗲𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 𝘀𝘂𝗹𝗹’𝘂𝘁𝗶𝗹𝗶𝘇𝘇𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗠𝗨𝗢𝗦 𝗱𝗶 𝗡𝗶𝘀𝗰𝗲𝗺𝗶: 𝗶𝗹 𝗚𝗼𝘃𝗲𝗿𝗻𝗼 𝗲𝘀𝗲𝗿𝗰𝗶𝘁𝗶 𝗶𝗹 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝗮𝗽𝗲𝗿𝗲❞ L’𝗔𝘀𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗔𝗻𝘁𝗶𝗺𝗮𝗳𝗶𝗲 𝗥𝗶𝘁𝗮 𝗔𝘁𝗿𝗶𝗮 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐢𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐞, 𝐚𝐥 𝐏𝐚𝐫𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞 𝐚𝐥 𝐆𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐞𝐬𝐞𝐫𝐜𝐢𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐩𝐢𝐞𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐨 𝐞 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐩𝐚𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐢𝐧 𝐦𝐞𝐫𝐢𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥’𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢𝐳𝐳𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐛𝐚𝐬𝐞 𝐝𝐢 𝐭𝐞𝐥𝐞𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢 𝐌𝐔𝐎𝐒 (𝐌𝐨𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐔𝐬𝐞𝐫 𝐎𝐛𝐣𝐞𝐜𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐒𝐲𝐬𝐭𝐞𝐦) 𝐬𝐢𝐭𝐮𝐚𝐭𝐚 𝐚 𝐍𝐢𝐬𝐜𝐞𝐦𝐢 (𝐂𝐚𝐥𝐭𝐚𝐧𝐢𝐬𝐬𝐞𝐭𝐭𝐚). Questa infrastruttura, realizzata e gestita dalla U.S. Navy, rappresenta uno dei quattro nodi terrestri globali del sistema MUOS, rete satellitare in grado di garantire comunicazioni strategiche sicure alle forze armate statunitensi e alleate in tutto il mondo. 𝑷𝑹𝑬𝑴𝑬𝑺𝑺𝑨 𝑮𝑰𝑼𝑹𝑰𝑫𝑰𝑪𝑨 La stazione MUOS opera su territorio italiano e la sua presenza è regolata da accordi bilaterali tra Italia e Stati Uniti, a partire dal 𝗕𝗶𝗹𝗮𝘁𝗲𝗿𝗮𝗹 𝗜𝗻𝗳𝗿𝗮𝘀𝘁𝗿𝘂𝗰𝘁𝘂𝗿𝗲 𝗔𝗴𝗿𝗲𝗲𝗺𝗲𝗻𝘁 (BIA) del 20 ottobre 1954, integrato da successivi protocolli tecnici e dal cosiddetto “𝐒𝐡𝐞𝐥𝐥 𝐀𝐠𝐫𝐞𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭” del 2 febbraio 1995. Tali accordi, pur riconoscendo agli Stati Uniti il diritto di installare e gestire determinate infrastrutture militari, non sospendono la sovranità della Repubblica Italiana e prevedono che l’uso di tali installazioni avvenga nell’ambito della cooperazione atlantica e nel rispetto del diritto internazionale. 𝗖𝗛𝗜𝗘𝗗𝗜𝗔𝗠𝗢 𝐀𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐮𝐜𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐠𝐫𝐚𝐯𝐞 𝐝𝐞𝐭𝐞𝐫𝐢𝐨𝐫𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐢𝐭𝐮𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐧 𝐌𝐞𝐝𝐢𝐨 𝐎𝐫𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐥𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐞𝐚 𝐝𝐢 𝐆𝐚𝐳𝐚, 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝐆𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐨: - Verifichi se e in che modo le parabole e le infrastrutture del MUOS di Niscemi stiano supportando operazioni militari attive. - Renda pubbliche le informazioni essenziali sulle attività svolte, nel rispetto della sicurezza nazionale ma anche del diritto dei cittadini e delle istituzioni democratiche ad essere informati. - Chiarisca se l’utilizzo della base sia coerente con gli accordi bilaterali vigenti e con gli obblighi costituzionali dell’Italia, che non consentono l’uso del territorio nazionale per azioni di guerra senza previa deliberazione parlamentare (art. 80 Cost.). 𝐋𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐩𝐚𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚, 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐦𝐨𝐜𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐞 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐨𝐯𝐫𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐨𝐩𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢: 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐩𝐫𝐢𝐧𝐜𝐢𝐩𝐢 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐨 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨. 𝗖𝗵𝗶𝗲𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗱𝘂𝗻𝗾𝘂𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗹’𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮 𝗲𝘀𝗲𝗿𝗰𝗶𝘁𝗶 𝗶𝗹 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗼 – 𝗲 𝗶𝗹 𝗱𝗼𝘃𝗲𝗿𝗲 – 𝗱𝗶 𝘀𝗮𝗽𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘃𝗶𝗲𝗻𝗲 𝘂𝘁𝗶𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘁𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗺𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗼𝘀ı̀ 𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗲𝗴𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗶𝗰𝗮𝘁𝗮 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮 𝗻𝗲𝗹 𝗰𝘂𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼. Associazione Antimafie Rita Atria *fotografia di proprietà dell'Associazione, scattata il 27 settembre 2025 - #NoMuos #usarmy #Militarizzazione #sovranitànazionale @follower
Leggi su FacebookDalla ricerca documentale alla testimonianza, dalla memoria alla ricerca della Verità e della Giustizia.
Questo audio nasce dal lavoro di inchiesta condotto da Nadia Furnari, Giovanna Cucè e Graziella Proto, un percorso di ricerca e ricostruzione documentale che ha contribuito a raccontare la storia di Rita Atria e i contesti nei quali maturò la sua scelta di testimoniare.
Un lavoro confluito nel percorso editoriale che oggi ha raggiunto la seconda edizione del libro “Rita Atria, la settima vittima di via D’Amelio”, scritto da Giovanna Cucè e Nadia Furnari e pubblicato dalla casa editrice Edizioni Mesogea.
Dietro ogni documento recuperato ci sono persone, professionalità, impegno e senso delle istituzioni.
Perché la memoria non si custodisce soltanto con le parole. Si custodisce anche attraverso i documenti, la loro conservazione, la loro ricerca e la volontà di renderli strumenti di conoscenza.
Gli ultimi video dal canale
Grazie alla Presidente Alessandra Camassa per il suo intervento. Il video è integrale per dare voce a chi ha vissuto quegli anni. Queste le sue parole al termine del suo intervento: "...comunque è un contributo di verità che va sicuramente seguito, sebbene io per alcuni aspetti non condivida tutto". Alessandra Camassa.
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Lamia edizioni
Episodio 5 - "Me l'ha detto lei, avvocato!" Da 14 anni la Ditta Bellinvia di Barcellona Pozzo di Gotto è sotto amministrazione giudiziaria, ma, secondo le indagini, la famiglia Ofria - storicamente legata a Cosa Nostra barcellonese - avrebbe continuato a controllarla e a trarne profitti. Anni di gestione indisturbata da parte degli stessi soggetti sottoposti a confisca definitiva, collaboratori di giustizia che cercano di smentire l'affiliazione dei protagonisti, informative della Polizia di Stato archiviate ed esposti ignorati, magistrati che non intervengono e non sono chiamati a rispondere delle circostanze. Questo e molto altro nella serie Cronaca di un non-sequestro. Il caso Ofria, la nuova docu-inchiesta di Làmia. Una narrazione ibrida tra cronaca e teatro civile: gli interrogatori di garanzia vengono messi in scena senza alterarne forma e contenuto. In questo ultimo episodio: - La risposta dell'ANBSC; - Le dichiarazioni di Luisella Alesci; - Il confronto con l'avvocato Giuseppe Lo Presti. Iscriviti al canale per non perdere i prossimi documentari. Una produzione di Làmia Inchieste. Scritto e diretto da Roberto Disma e Sara Cozzi. Musiche di Sebastiano Frittitta. Con la collaborazione di Associazione Antimafie Rita Atria & TAL ETS #mafia #barcellonapozzodigotto #ofria #virgillito #messina #sequestro #confisca #GiuseppeLoPresti
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Episodio 4 - "La sentenza degli assenti" Da 14 anni la Ditta Bellinvia di Barcellona Pozzo di Gotto è sotto amministrazione giudiziaria, ma, secondo le indagini, la famiglia Ofria - storicamente legata a Cosa Nostra barcellonese - avrebbe continuato a controllarla e a trarne profitti. Anni di gestione indisturbata da parte degli stessi soggetti sottoposti a confisca definitiva, collaboratori di giustizia che cercano di smentire l'affiliazione dei protagonisti, informative della Polizia di Stato archiviate ed esposti ignorati, magistrati che non intervengono e non sono chiamati a rispondere delle circostanze. Questo e molto altro nella serie Cronaca di un non-sequestro. Il caso Ofria, la nuova docu-inchiesta di Làmia. Una narrazione ibrida tra cronaca e teatro civile: gli interrogatori di garanzia vengono messi in scena senza alterarne forma e contenuto. In questo episodio: - La sentenza del 2 aprile e le condanne; - Le parti civili mancanti; - Gli illustri assenti. Iscriviti al canale per non perdere i prossimi. Una produzione Làmia Inchieste. Scritto e diretto da Roberto Disma e Sara Cozzi. Musiche di Sebastiano Frittitta. Con la collaborazione di Associazione Antimafie Rita Atria & Teatro alla Lettera. #mafia #barcellonapozzodigotto #Ofria #Virgillito #Messina #sequestro #confisca #inchiesta #VitoDiGiorgio #PinuccioCalabro #EnzoBasso
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Episodio 3- "Corsi e ricorsi" Da 14 anni la Ditta Bellinvia di Barcellona Pozzo di Gotto è sotto amministrazione giudiziaria, ma secondo le indagini la famiglia Ofria - storicamente legata a Cosa Nostra barcellonese - avrebbe continuato a controllarla e a trarne profitti. Anni di gestione indisturbata da parte degli stessi soggetti sottoposti a confisca definitiva, collaboratori di giustizia che cercano di smentire l'affiliazione dei protagonisti, informative della Polizia di Stato archiviate ed esposti ignorati, magistrati che non intervengono e non sono chiamati a rispondere delle circostanze. Questo e molto altro nella serie Cronaca di un non-sequestro. Il caso Ofria, la nuova docu-inchiesta di Làmia. Una narrazione ibrida tra cronaca e teatro civile: gli interrogatori di garanzia vengono messi in scena senza alterarne forma e contenuto. In questo episodio: - Alle ultime battute il processo Ofria, mentre comincia quello a Salvatore Virgillito; - Ritornano le dichiarazioni dei pentiti D'Amico e Siracusa; - Tornano anche le contraddizioni della Procura di Messina. Iscriviti al canale per non perdere i prossimi episodi! Una produzione Làmia Inchieste. Scritto e diretto da Roberto Disma e Sara Cozzi. Musiche di Sebastiano Frittitta. Con la collaborazione di Associazione Antimafie Rita Atria & Teatro alla Lettera. #mafia #barcellonapozzodigotto #Ofria #Virgillito #Messina #sequestro #confisca #inchiesta
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Pubblichiamo - ad oggi senza risposte - la lettera che Donatella Aloisi, figlia di Ignazio, ucciso il 27 gennaio 2001. "Oggi sono trascorsi 35 anni. Io avevo appena compiuto 14 anni. Mio padre mi aveva trasmesso la passione per il calcio e per il Messina. Quel giorno era domenica e, come tutte le domeniche in cui il Messina giocava in casa, andammo insieme allo stadio"
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l 26 luglio 1992, una settimana dopo la strage di via D’Amelio in cui viene assassinato il giudice Paolo Borsellino, Rita Atria – la diciassettenne che a lui e alle sue sostitute procuratrici aveva raccontato i segreti della mafia di Partanna – muore a Roma, precipitando da un balcone del civico 23 di viale Amelia. La sua tragica morte viene archiviata come suicidio, ma la verità rimane oscurata da troppe ombre, troppi dubbi, troppe contraddizioni e omissioni.
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𝗔 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝘁𝗿𝗲𝗻𝘁’𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗴𝗶, 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐧𝐨𝐢 𝐞𝐯𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚̀ 𝐩𝐢𝐞𝐧𝐚 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐬𝐚 𝐬𝐢𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐮𝐧 𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐟𝐚𝐥𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐳𝐢𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐞 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐨. [...]𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐡𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚 𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚 — 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐥𝐚 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐁𝐨𝐫𝐬𝐞𝐥𝐥𝐢𝐧𝐨 — 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐫𝐢𝐦𝐚𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐟𝐞𝐫𝐦𝐨, 𝐚𝐥 𝐝𝐢 𝐥𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐨𝐩𝐢𝐧𝐢𝐨𝐧𝐞.
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[...] N𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐬𝐢𝐦𝐞 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐢𝐦𝐚𝐧𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐥𝐭𝐞𝐫𝐢𝐨𝐫𝐢 𝐞𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐟𝐨𝐧𝐝𝐢𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧𝐞 𝐝𝐢𝐧𝐚𝐦𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐞𝐦𝐞𝐫𝐬𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞 𝐬𝐨𝐥𝐥𝐞𝐜𝐢𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐨𝐫𝐠𝐚𝐧𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐞𝐭𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐢 𝐛𝐞𝐧𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐢𝐬𝐜𝐚𝐭𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐫𝐢𝐬𝐮𝐥𝐭𝐢𝐧𝐨 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐭𝐢 𝐨 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐭𝐢 𝐝𝐚 𝐬𝐨𝐠𝐠𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐚𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨, 𝐚𝐥 𝐟𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐚𝐥𝐯𝐚𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐞 𝐬𝐢𝐦𝐛𝐨𝐥𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐢𝐬𝐜𝐚 𝐞 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐝𝐢𝐫𝐧𝐞 𝐥𝐨 𝐬𝐯𝐮𝐨𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨.
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Ciao Maria Teresa... E no, dovevamo fare ancora tante cose insieme... Per adesso...riposa dopo una malattia senza pietà che non ti ha lasciato speranze... E da qualsiasi dimensione e pianeta...non ci abbandonare.
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L’Associazione Antimafie Rita Atria ribadisce quindi la propria vicinanza a Rita Rapisardi e a tutte le giornaliste e i giornalisti che subiscono intimidazioni per aver svolto correttamente il proprio lavoro e soprattutto condanna TUTTE le violenze quelle sulle istituzioni e quelle istituzionali.
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𝗟’𝗔𝘀𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗔𝗻𝘁𝗶𝗺𝗮𝗳𝗶𝗲 ❞𝗥𝗶𝘁𝗮 𝗔𝘁𝗿𝗶𝗮❞ 𝗮𝗰𝗰𝗼𝗴𝗹𝗶𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗱𝗱𝗶𝘀𝗳𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗮 𝗹𝗲𝗴𝗶𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝗲𝘀𝗶𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝘁𝗿𝗲𝗻𝘁’𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗶𝗺𝗽𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗺𝗮𝗳𝗶𝗮 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗲 𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗮𝘁𝗶𝘃𝗼. Per l’Associazione, 𝗹𝗮 𝗹𝗼𝘁𝘁𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗮𝗳𝗶𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗺𝗲𝗺𝗼𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗳𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝘁𝗮, 𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗿𝗲𝘁𝗮, 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮𝗿𝗲 𝘀𝗼𝗹𝗶, 𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗰𝗶 𝗹𝗮 𝗳𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮 𝗲 𝗮𝘀𝘀𝘂𝗺𝗲𝗿𝘀𝗶 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀.
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E' stata depositata la comparsa conclusionale nel processo a carico di Salvatore Ofria e numerosi corre [...] La normalizzazione della presenza mafiosa, l’assuefazione al condizionamento criminale e l’indifferenza verso il destino dei beni confiscati sono segnali allarmanti che non possiamo ignorare.
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𝐥𝐚 𝐆𝐢𝐮𝐝𝐢𝐜𝐞 per l’udienza preliminare del 𝐓𝐫𝐢𝐛𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐌𝐞𝐬𝐬𝐢𝐧𝐚, 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐚 𝐃𝐢 𝐅𝐫𝐞𝐬𝐜𝐨, ha ammesso 𝐀𝐬𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐍𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐀𝐧𝐭𝐢𝐦𝐚𝐟𝐢𝐞 ❞𝐑𝐢𝐭𝐚 𝐀𝐭𝐫𝐢𝐚❞, rappresentata e assistita dagli avvocati Valentino 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐆𝐮𝐥𝐥𝐢𝐧𝐨 del Foro di Messina e 𝐆𝐨𝐟𝐟𝐫𝐞𝐝𝐨 𝐃’𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐚 del Foro di Catania, quale parte civile nel processo penale che vede imputati diciassette appartenenti alla 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐦𝐚𝐟𝐢𝐨𝐬𝐚 𝐛𝐚𝐫𝐜𝐞𝐥𝐥𝐨𝐧𝐞𝐬𝐞 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐎𝐟𝐫𝐢𝐚, 𝐚𝐜𝐜𝐮𝐬𝐚𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐚𝐯𝐞𝐫 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚𝐭𝐨 𝐚 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐚𝐳𝐢𝐞𝐧𝐝𝐚 𝐝𝐢 𝐫𝐨𝐭𝐭𝐚𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐫𝐢𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢 𝐚𝐮𝐭𝐨 𝐞 𝐬𝐦𝐚𝐥𝐭𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐫𝐢𝐟𝐢𝐮𝐭𝐢 𝐧𝐨𝐧𝐨𝐬𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐢𝐬𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐞𝐭𝐚̀.
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Quando abbiamo appreso dell’assurda vicenda che sarà ricordata come il “Caso Ofria”, siamo rimasti increduli, ma non sorpresi. Le cronache giudiziarie siciliane ci hanno abituato a storie che oscillano tra l’assurdo e il tragico, da Saguto a Montante e oltre. Questa, tuttavia, racconta un sistema che continua a rigenerarsi nell’indifferenza generale.
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Pubblichiamo - ad oggi senza risposte - la lettera che Donatella Aloisi, figlia di Ignazio, ucciso il 27 gennaio 2001. "Oggi sono trascorsi 35 anni. Io avevo appena compiuto 14 anni. Mio padre mi aveva trasmesso la passione per il calcio e per il Messina. Quel giorno era domenica e, come tutte le domeniche in cui il Messina giocava in casa, andammo insieme allo stadio"
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l 26 luglio 1992, una settimana dopo la strage di via D’Amelio in cui viene assassinato il giudice Paolo Borsellino, Rita Atria – la diciassettenne che a lui e alle sue sostitute procuratrici aveva raccontato i segreti della mafia di Partanna – muore a Roma, precipitando da un balcone del civico 23 di viale Amelia. La sua tragica morte viene archiviata come suicidio, ma la verità rimane oscurata da troppe ombre, troppi dubbi, troppe contraddizioni e omissioni.
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𝗔 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝘁𝗿𝗲𝗻𝘁’𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗴𝗶, 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐧𝐨𝐢 𝐞𝐯𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚̀ 𝐩𝐢𝐞𝐧𝐚 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐬𝐚 𝐬𝐢𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐮𝐧 𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐟𝐚𝐥𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐳𝐢𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐞 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐨. [...]𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐡𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚 𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚 — 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐥𝐚 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐁𝐨𝐫𝐬𝐞𝐥𝐥𝐢𝐧𝐨 — 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐫𝐢𝐦𝐚𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐟𝐞𝐫𝐦𝐨, 𝐚𝐥 𝐝𝐢 𝐥𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐨𝐩𝐢𝐧𝐢𝐨𝐧𝐞.
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[...] N𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐬𝐢𝐦𝐞 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐢𝐦𝐚𝐧𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐥𝐭𝐞𝐫𝐢𝐨𝐫𝐢 𝐞𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐚𝐩𝐩𝐫𝐨𝐟𝐨𝐧𝐝𝐢𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧𝐞 𝐝𝐢𝐧𝐚𝐦𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐞𝐦𝐞𝐫𝐬𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞 𝐬𝐨𝐥𝐥𝐞𝐜𝐢𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐨𝐫𝐠𝐚𝐧𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐞𝐭𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐢 𝐛𝐞𝐧𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐢𝐬𝐜𝐚𝐭𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐫𝐢𝐬𝐮𝐥𝐭𝐢𝐧𝐨 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐭𝐢 𝐨 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐭𝐢 𝐝𝐚 𝐬𝐨𝐠𝐠𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐚𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨, 𝐚𝐥 𝐟𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐚𝐥𝐯𝐚𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐞 𝐬𝐢𝐦𝐛𝐨𝐥𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐢𝐬𝐜𝐚 𝐞 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐝𝐢𝐫𝐧𝐞 𝐥𝐨 𝐬𝐯𝐮𝐨𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨.
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Ciao Maria Teresa... E no, dovevamo fare ancora tante cose insieme... Per adesso...riposa dopo una malattia senza pietà che non ti ha lasciato speranze... E da qualsiasi dimensione e pianeta...non ci abbandonare.
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L’Associazione Antimafie Rita Atria ribadisce quindi la propria vicinanza a Rita Rapisardi e a tutte le giornaliste e i giornalisti che subiscono intimidazioni per aver svolto correttamente il proprio lavoro e soprattutto condanna TUTTE le violenze quelle sulle istituzioni e quelle istituzionali.
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𝗟’𝗔𝘀𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗔𝗻𝘁𝗶𝗺𝗮𝗳𝗶𝗲 ❞𝗥𝗶𝘁𝗮 𝗔𝘁𝗿𝗶𝗮❞ 𝗮𝗰𝗰𝗼𝗴𝗹𝗶𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗱𝗱𝗶𝘀𝗳𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗮 𝗹𝗲𝗴𝗶𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝗲𝘀𝗶𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝘁𝗿𝗲𝗻𝘁’𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗶𝗺𝗽𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗺𝗮𝗳𝗶𝗮 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗲 𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗮𝘁𝗶𝘃𝗼. Per l’Associazione, 𝗹𝗮 𝗹𝗼𝘁𝘁𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗮𝗳𝗶𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗺𝗲𝗺𝗼𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗳𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝘁𝗮, 𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗿𝗲𝘁𝗮, 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮𝗿𝗲 𝘀𝗼𝗹𝗶, 𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗰𝗶 𝗹𝗮 𝗳𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮 𝗲 𝗮𝘀𝘀𝘂𝗺𝗲𝗿𝘀𝗶 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀.
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E' stata depositata la comparsa conclusionale nel processo a carico di Salvatore Ofria e numerosi corre [...] La normalizzazione della presenza mafiosa, l’assuefazione al condizionamento criminale e l’indifferenza verso il destino dei beni confiscati sono segnali allarmanti che non possiamo ignorare.
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𝐥𝐚 𝐆𝐢𝐮𝐝𝐢𝐜𝐞 per l’udienza preliminare del 𝐓𝐫𝐢𝐛𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐌𝐞𝐬𝐬𝐢𝐧𝐚, 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐚 𝐃𝐢 𝐅𝐫𝐞𝐬𝐜𝐨, ha ammesso 𝐀𝐬𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐍𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐀𝐧𝐭𝐢𝐦𝐚𝐟𝐢𝐞 ❞𝐑𝐢𝐭𝐚 𝐀𝐭𝐫𝐢𝐚❞, rappresentata e assistita dagli avvocati Valentino 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐆𝐮𝐥𝐥𝐢𝐧𝐨 del Foro di Messina e 𝐆𝐨𝐟𝐟𝐫𝐞𝐝𝐨 𝐃’𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐚 del Foro di Catania, quale parte civile nel processo penale che vede imputati diciassette appartenenti alla 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐦𝐚𝐟𝐢𝐨𝐬𝐚 𝐛𝐚𝐫𝐜𝐞𝐥𝐥𝐨𝐧𝐞𝐬𝐞 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐎𝐟𝐫𝐢𝐚, 𝐚𝐜𝐜𝐮𝐬𝐚𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐚𝐯𝐞𝐫 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚𝐭𝐨 𝐚 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐚𝐳𝐢𝐞𝐧𝐝𝐚 𝐝𝐢 𝐫𝐨𝐭𝐭𝐚𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐫𝐢𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢 𝐚𝐮𝐭𝐨 𝐞 𝐬𝐦𝐚𝐥𝐭𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐫𝐢𝐟𝐢𝐮𝐭𝐢 𝐧𝐨𝐧𝐨𝐬𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐢𝐬𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐞𝐭𝐚̀.
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Quando abbiamo appreso dell’assurda vicenda che sarà ricordata come il “Caso Ofria”, siamo rimasti increduli, ma non sorpresi. Le cronache giudiziarie siciliane ci hanno abituato a storie che oscillano tra l’assurdo e il tragico, da Saguto a Montante e oltre. Questa, tuttavia, racconta un sistema che continua a rigenerarsi nell’indifferenza generale.
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