Il Diario
Abbiamo tutto il diario, i quaderni, le lettere di Rita (ottenuti legalmente)... ma abbiamo deciso di pubblicare solo ciò che riteniamo possa essere di dominio pubblico. Il resto sono scritture private e Rita non ha mai autorizzato nessuno a pubblicare i fatti suoi. Quindi non pubblicheremo MAI i fatti suoi solo per una esigenza morbosa di scoop.
E' notte
E' notte e nel cielo c'è soltanto silenzio
e un gran buio
la città intorno a me è ancora sveglia
e piena di luci
ascolto ma non sento
Quella città è troppo lontana da me
o forse io da lei
Comunque sia non sapere
qual è la mia città mi fa solo capire
quanto sia dolce il dolore
che ci lega ai suoi ricordi
Rita Atria
Una sottile e cupa oscurità ti invade
Una sottile e cupa oscurità ti invade
però stavolta non è la paura che ti impedisce di vedere, è proprio la sera,
è proprio la poca luce della luna che ti fa spegnere.
Piano, piano, dolcemente quasi fino a farti morire dentro
Rita Atria
Uno ed uno solo è il vero artefice...
Maestosi monumenti
grandi e dolci creature create da noi
dalla nostra immensa fantasia,
dalle nostre grandi mani
strumento di chissà quale magia
occhi che guardano al di là
di qualsiasi visione celestiale
una pietra scolpita o
una città incantata.
Grandi meriti e lodi per gli scultori
ma forse dimentichiamo un po' troppo
spesso che dei tanti autori
uno ed uno solo è il vero artefice.
Rita Atria
Chissà perché...
Chissà perché l’amore non basta mai. Chissà perché il mare a volte è così azzurro e tranquillo ma altre volte invece fa alzare le sue acque fino a farle gridare e urlare come un richiamo, come se esprimesse in quel modo tutta la sua ira e il suo dolore. Ma basta solo parlargli dolcemente e per la prima volta sarà lui ad ascoltarti e quando avrà sentito ciò che gli vuoi dire, ti farà cullare sulle sue calme onde, ti porterà nei suoi più profondi abissi, ti farà conoscere le sue bellezze più nascoste fino a quando sarai tal‐ mente incantata da quel mondo che sarai proprio tu a chiedergli di poterci abitare
Mio Dio, perché mi toglie sempre troppo presto ciò che amo...
Mio Dio,
perché mi togli sempre troppo presto ciò che amo.
Ti prego toglimi il cuore ma non farmi soffrire, non farmi tenere tra le mani ciò che non potrà mai essere mio.[...]
Sono quasi le 9 di sera, sono triste e demoralizzata forse perché non riesco più a sognare, nei miei occhi vedo tanto buio e tanta oscurità.
Non mi preoccupa il fatto che dovrò morire ma che non riuscirò mai ad essere amata da nessuno.
Non riuscirò mai ad essere felice e a realizzare i miei sogni. Vorrei tanto poter avere Nicola vicino a me, poter avere le sue carezze e i suoi abbracci, ne ho tanto bisogno, e, l'unica cosa che riesco a fare, è piangere, ma vorrei tanto il mio Nicola.
Nessuno potrà mai colmare il vuoto che c'è dentro di me, quel vuoto incolmabile che tutti, a poco a poco, hanno aumentato. Non ho più niente e nessuno, non possiedo altro che briciole. Non riesco a distinguere il bene dal male, tanto ormai è tutto così cupo e così squallido.
Credevo che il tempo potesse guarire tutte le ferite. Invece no. Il tempo le apre sempre più fino ad ucciderti, lentamente.
Quando finirà quest'incubo?
Rita Atria
Il Tema all'esame di qualifica - scuola alberghiera di Erice
La morte del giudice Falcone ripropone in termini drammatici il problema della mafia. Il candidato esprima le sue idee sul fenomeno e sui possibili rimedi per eliminare tale piaga.
La morte di una qualsiasi altra persona sarebbe apparsa scontata davanti ai nostri occhi, saremmo rimasti quasi impassibili davanti a quel fenomeno naturale che è la morte del giudice Falcone, per chi aveva riposto in lui fiducia, speranza, la speranza di un mondo nuovo, pulito, onesto, era un esempio di grandissimo coraggio, un esempio da seguire. Con lui è morta l'immagine dell'uomo che combatteva con armi lecite contro chi ti colpisce alle spalle, ti pugnala e ne è fiero. Mi chiedo per quanto tempo ancora si parlerà della sua morte, forse un mese, un anno, ma in tutto questo tempo solo pochi avranno la forza di continuare a lottare. Giudici, magistrati, collaboratori della giustizia, pentiti di mafia, oggi più che mai hanno paura, perché sentono dentro di essi che nessuno potrà proteggerli, nessuno se parlano troppo potrà salvarli da qualcosa che chiamano mafia.
Ma in verità dovranno proteggersi unicamente dai loro amici: onorevoli, avvocati, magistrati, uomini e donne che agli occhi altrui hanno un'immagine di alto prestigio sociale e che mai nessuno riuscirà a smascherare. Ascoltiamo, vediamo, facciamo ciò che ci comandano, alcuni per soldi, altri per paura, magari perché tuo padre volgarmente parlando è un boss e tu come lui sarai il capo di una grande organizzazione, il capo di uomini che basterà che tu schiocchi un dito e faranno ciò che vorrai.
Ti serviranno, ti aiuteranno a fare soldi senza tener conto di nulla e di niente, non esiste in loro cuore, e tanto meno anima. La loro vera madre è la mafia, un modo di essere comprensibile a pochi.
Ecco, con la morte di Falcone quegli uomini ci hanno voluto dire che loro vinceranno sempre, che sono i più forti, che hanno il potere di uccidere chiunque. Un segnale che è arrivato frastornante e pauroso. I primi effetti si stanno facendo vedere immediatamente, i primi pentiti ritireranno le loro dichiarazioni, c'e chi ha paura come Contorno, che accusa la giustizia di dargli poca protezione. Ma cosa possono fare ministri, polizia, carabinieri? Se domandi protezione, te la danno, ma ti accorgi che non hanno mezzi per rassicurare la tua incolumità, manca personale, mancano macchine blindate, mancano le leggi che ti assicurino che nessuno scoprirà dove sei. Non possono darti un'altra identità, scappi dalla mafia che ha tutto ciò che vuole, per rifugiarti nella giustizia che non ha le armi per lottare.
L'unica speranza è non arrendersi mai. Finché giudici come Falcone, Paolo Borsellino e tanti come loro vivranno, non bisogna arrendersi mai, e la giustizia e la verità vivrà contro tutto e tutti. L'unico sistema per eliminare tale piaga è rendere coscienti i ragazzi che vivono tra la mafia che al di fuori c'è un altro mondo fatto di cose semplici, ma belle, di purezza, un mondo dove sei trattato per ciò che sei, non perché sei figlio di questa o di quella persona, o perché hai pagato un pizzo per farti fare quel favore.
Forse un mondo onesto non esisterà mai, ma chi ci impedisce di sognare. Forse se ognuno di noi prova a cambiare, forse ce la faremo.
Rita Atria
Erice, 5 giugno 1992
Sabato 21 dicembre 1991. Incomincio di nuovo a scrivere perché la prudenza non è mai troppa
Incomincio di nuovo a scrivere perché la prudenza non è mai troppa. La cosa che voglio dopo la mia morte è un funerale con pochissime persone. Ci dovranno essere mia cognata Piera Aiello e i suoi familiari. Mia sorella Anna Maria e tutta l'Arma dei carabinieri che vorranno esserci, tutte le persone che mi hanno aiutato a fare giustizia per la morte di mio padre e di mio fratello, mia madre non dovrà per nessuna ragione venire al mio funerale e nessun altro.
Dovrà essere un funerale con molti fiori ma non voglio fiori di colore bianco. La bara sarà nera o bianca e sopra la bara dovrà essere posta solo una rosa. I miei vestiti dovranno essere neri, preferibilmente giacca e pantaloni con un papillon nero, i miei capelli dovranno essere sciolti.
Quando porteranno la mia bara in chiesa l'organo dovrà suonare l'Ave Maria di Schubert.
Queste sono le mie volontà e spero con tutto il cuore che siano esaudite. Sono sicura che non avrò una lunga vita sia se sarò uccisa dalle persone che accuserò durante il processo, che per una promessa del destino. Sarei felice se potessi vivere insieme a Nicola e a mio padre. Spero che Vita Maria un giorno impari ad amare suo padre anche se non lo ricorderà tantissimo.
Mi manca tanto il mio Nicola.
L'on. Culicchia è stato assolto.
Nel 2007 viene rieletto a sindaco di Partanna e all'ARS con Democrazia è libertà - La Margherita.
Come sempre vince chi è più bravo a truffare la vita...
Credo proprio che mai Culicchia andrà in galera. Ha ucciso, rubato, truffato ma mai nessuno riuscirà a trovare le prove che lo accusano e provino che dico la verità. Sono sicura che mai riuscirò a farmi credere dai giudici, vorrei che ci fosse papà, lui riuscirebbe a trovare le prove che lo facciano apparire per quello che veramente è, cioè Culicchia è solo un assassino truffatore, ma naturalmente le parole di una diciassettenne non valgono nulla. Io sono solo una ragazzina che vuol fare giustizia e lui un uomo che interpreta benissimo la parte del bravo e onesto onorevole. Io non potrò più vivere, ma lui continuerà a rubare, e a nascondere che è stato lui a far uccidere Stefano Nastasi. Già come sempre vince chi è più bravo a truffare la vita.
Rita Atria
Ora che è morto Borsellino
Ora che è morto Borsellino, nessuno può capire che vuoto ha lasciato nella mia vita.
Tutti hanno paura ma io l'unica cosa di cui ho paura è che lo Stato mafioso vincerà e quei poveri scemi che combattono contro i mulini a vento saranno uccisi. Prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combarrete la mafia che c'è nel giro dei tuoi amici, la mafia siamo noi ed il nostro modo sbagliato di comportarsi.
Borsellino, sei morto per ciò in cui credevi
ma io senza di te sono morta.
Rita Atria
In un giorno come tanti altri (prima versione)...
Un giorno come tanti altri mentre passeggiavo da sola per strada ero talmente attratta da tutte le vetrine che mi circondavano inciampando, non so come, sono caduta. Ad un tratto mi apparve un piccolo bimbo, mi aiutò a rialzarmi. Ringraziai il bimbo per avermi aiutato e confusa com'ero non mi accorsi nemmeno che quel piccolo e dolce essere non vedeva.
I suoi occhi guardavano il nulla ed io tremante non riuscivo a staccare la mia mano dalla sua.
Mi domando cos'era che mi aveva fatto cadere, mi guardai attorno ma non riuscii a vedere niente; così, forse, per una strana curiosità, mi domandò cosa esistesse intorno a noi.
Gli raccontai che c'erano migliaia di uccelli che cantavano felici, milioni di persone che amano con tutto il cuore e milioni di sogni e speranze che aumentavano sempre più, un grande sole illuminava la nostra vita e una dolce luna che accompagna il nostro dolce dormire.
Ma ancora oggi, dopo tanto tempo, mi chiedo perché non gli ho detto tutta la verità.
In un giorno come tanti altri (seconda versione)...
In un giorno come tanti altri mentre passeggiavo da sola per strada ero talmente attratta da tutte le vetrine che mi circondavano che non so come, ad un tratto, inciampai e caddi; non so come ero caduta, ma mentre cercavo di rialzarmi mi apparve un piccolo bambino che mi chiese dolcemente se poteva aiutarmi.
Mi porse la mano e mi alzai; confusa com'ero mi accorsi solo più tardi che quel piccolo e dolce essere aveva gli occhi rivolti verso il nulla. Lo fissai intensamente e solo allora capii che egli non vedeva.
Io tremante non riuscivo a staccare la mia mano dalla sua. Mi domando quale era la causa che mi aveva fatto cadere, mi guardai attorno ma non riuscii a vedere niente e forse solo per una strana curiosità mi chiese cosa vedessi in quel momento intorno a noi.
Gli dissi che vedevo volare centinaia di gabbiani accompagnati da grandi speranze, dolci sogni e incantevoli illusioni, gli dissi che la gente aveva un grande sorriso che illuminava il loro volto e nei loro occhi traspariva tanta dolcezza, un grande sole che faceva risplendere le nostre vite e un amore immenso che apriva ognuno di noi al prossimo.
Ma senza farmi finire di raccontare mi chiese se anche i miei occhi non vedessero. Gli risposi di no e lui sorridendomi andò via.