Migranti, Propaganda Vs Responsabilità politica

Quando si vogliono scatenare le folle inferocite, lucrare consensi e distrarre, basta aizzare il fuoco contro i migranti. Una volta li si contrapponevano ai “terremotati”: da L’Aquila ad Amatrice hanno visto passare governi di tutti i colori (centrodestrosinistro, giallo nero e giallorosa) ma la situazione è sempre rimasta gravissima e immobile. Com’è che oggi non ne parlano più dopo che, tra l’altro, tra una bufala e tanta propaganda interessata non hanno mai mosso un dito mentre i loro capibastone politicanti continuavano a disinteressarsi o a peggiorare la vita di chi ha subito due terremoti in pochi anni?
Non possiamo dimenticare come e perché il business dell’immigrazione (Dino Frisullo oltre vent’anni fa denunciò la “holding degli schiavisti”, ma chi è abituato a Briatore ed Elettra Lamborghini o ai rutti politicanti dubitiamo abbia mai saputo dell’esistenza di un grande italiano come Dino) è nato e prosperato. Sentire proclami su sicurezza, decantare leggi che avrebbero stroncato il business dell’immigrazione e simili da parte degli esponenti di certi partiti è l’espressione della propaganda più sconcertante possibile. Gli attuali centri sparsi per alberghi e i luoghi più disparati sono nati con Maroni e uno dei loro emblemi (il CARA di Mineo) è stato definito albergo di lusso dall’ultimo ministro dell’Interno dello stesso partito. Lo stesso, ahinoi, ministro che li ha di fatto rafforzati con ben due decreti. Sui CARA e sui CAS impazzano da anni inchieste e denunce sui fatti più gravi possibili, negazione di ogni diritto e sicurezza, scarsa tutela sanitaria e non solo, caporalato, sfruttamento prostituzione, corruzione, arricchimenti illeciti. Al contrario degli SPRAR, dimostratisi virtuosi, alla cui gestione partecipano i territori e dove anche i fondi sono molto più controllati. Ma i decreti sicurezza hanno smantellato o quasi gli SPRAR e rinforzato CAS e CARA. Chi ricorda più il Regina Pacis? Mentre Dino Frisullo e le reti solidali denunciavano e documentavano, il ras con la tonaca veniva difeso da un arco politico e sociale larghissimo. Chi oggi dona pagine e click alle bufale sui “cani mangiati” (menzogna di chi doveva nascondere le proprie irregolarità e i propri abusi) e ciancia di business e simili all’epoca paragonò Lodeserto a San Francesco e Madre Teresa e insultò in ogni modo chi documentò la realtà. E oggi, anche con soldi pubblici, qualche affare è ancora in piedi in Moldavia. Erano i tempi della legge Turco-Napolitano e della Bossi-Fini quando si cancellò ogni vera possibilità di accoglienza, gestione decente e sicura dei flussi e umanità. Nacquero i Cpt, i primi grandi centri.
Quelle leggi sono ancora oggi le leggi che regolano l’immigrazione in Italia, 22 anni e 11 governi dopo la prima, 18 anni appena compiuti (è diventata maggiorenne!) e 9 governi dopo la seconda. Il capo del Regina Pacis ha subito nei primi Anni Duemila diversi processi, la conclusione di uno di questi merita di essere ricordato per capire la situazione di allora e di oggi. Processato per peculato, l’accusa era di essersi personalmente intascato soldi pubblici, è stato assolto perché la legge Bossi-Fini non gli imponeva nessuna rendicontazione.
I CPT sono stati costretti a smantellarli anni dopo ma nel 2011 (governo Berlusconi, ministro dell’Interno Maroni) sono nati CARA e CAS, i loro degni eredi. Gestione accentrata ed emergenziale, calati dall'alto nei territori, mega strutture dove come avvoltoi sono attivi e prosperano multinazionali e grandi affaristi. Nella gestione la legislazione non riconosce nessuna voce in capitolo, come vediamo anche in queste settimane, ma quando si tratta di spartirsi affari, mazzette e fondi pubblici in maniera fraudolenta e delinquenziale un posto a tavola c’è anche per loro. E così negli anni abbiamo visto «scandali» e «inchieste» coinvolgere esponenti di tutto l’arco parlamentare (e tutto va inteso in senso letterale, vecchi e nuovi) dalla Lega a Fratelli d’Italia (cronaca calabrese delle ultime settimane l’ultimo) fino al PD e ai suoi alleati. I «decreti sicurezza» del governo Conte 1 hanno, come denunciato e documentato negli anni da associazioni, comitati e organizzazioni non governative, rafforzato i mega centri. Le minime modifiche regolamentari delle circolari pre-pandemia del Ministero dell’Interno – ha denunciato Action Aid ad inizio anno - hanno peggiorato la situazione della trasparenza, adeguato il sistema «alle richieste dei grandi attori del mercato» e aperto «a grandi gestori e all'immissione di capitali esteri» spingendo «sugli oligopoli, sulle multinazionali del sociale, sui grandi centri che possono fare economia di scala».
Cambiano i nomi ma tutti, letteralmente, il business che dicono di voler combattere si son ritrovati a favorirlo. Mentre i decreti stessi, e nulla finora è cambiato negli ultimi dodici mesi, hanno smantellato gli SPRAR e le reti veramente efficaci, positive e che hanno coinvolto in circoli addirittura virtuosi i territori, dai sindaci all'economia locale. Questa gestione, questo favorire e sostenere mega centri incontrollabili in maniera totale e dove anche centinaia di migranti sono ammassati come nei peggiori carri bestiame hanno costruito la situazione di queste settimane.

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