Maggio 2002 - Milazzo - Ill.mo Presidente della Repubblica On. Carlo Azeglio Ciampi

LETTERA APERTA

Illustrissimo Presidente,
ci permettiamo di rivolgerci a Lei ed abusare della Sua attenzione sia per il ruolo che riveste, sia per la particolare sensibilità nei confronti del Mezzogiorno d’Italia. Abbiamo infatti molto apprezzato le parole con cui Ella ha avuto occasione di ricordare quanto e purtroppo il Sud del nostro Paese sia presente alle attenzioni politiche soprattutto nei periodi elettorali.
Viceversa, vi sono problemi e realtà, anche dure e drammatiche, che richiederebbero considerazione e risposte più continuative e concrete. Una di queste, ed è quella che ci ha spinto a scriverLe, è quella dei cosiddetti “Testimoni di Giustizia”, vale a dire quei cittadini integerrimi che, con responsabilità e coraggio, si sono trovati a collaborare con la magistratura e le forze dell’ordine in inchieste o processi a carico di esponenti della criminalità, compresa quella mafiosa; cittadini che, peraltro, a differenza dei cosiddetti “collaboratori di giustizia” non hanno mai avuto pratiche illegali o appartenenze con ambiti criminali.
Orbene: cinque anni fa l’Associazione Antimafia “Rita Atria” presentò all’Onorevole Giannicola Sinisi, allora Sottosegretario al ministero degli Interni, un dossier che documentava situazioni di inadempienza e di pericolosa trascuratezza nei confronti di Testimoni di Giustizia e delle loro esigenze di tutela e sostegno. A seguito di ciò, in questi anni positivi miglioramenti sono avvenuti, e ci pare doveroso riconoscerli e darne atto alle competenti Autorità.
Tuttavia permangono immutate altre situazioni di rischio e di “abbandono” che riguardano molti cittadini del Sud d’Italia. Cittadini che hanno denunciato criminali di varia natura e che si trovano troppo spesso nella condizione di sentirsi abbandonati, e in quella fisica di pericolo nei confronti delle più che possibili rappresaglie da parte dei criminali denunciati o delle loro organizzazioni.
Si tratta di cittadini che hanno fatto prevalere sull’umano e comprensibile timore il dovere civico della denuncia e della collaborazione con le Istituzioni.
Sono persone in carne e ossa, con tutte le loro paure, i sacrifici, i sogni spezzati, le esistenze dilaniate, talvolta le famiglie lacerate. Persone in alcuni casi, sopraffatti dalla disperazione, come è stato per Rita Atria, la giovane che si è uccisa in preda allo sconforto dopo la strage che uccise il Giudice Paolo Borsellino, con cui collaborava e gli agenti di scorta. Anche questa amara vicenda, che, nel decennale, rispettosamente richiamiamo alla Sua memoria, ci ricorda quanto i testimoni non debbano essere mai abbandonati e neppure diventare delle semplici pratiche burocratiche, da evadere magari con distratta lentezza.
E’ questo, allora, il senso del nostro appello e la speranza che nutriamo nel rivolgerci a Lei.
Ci aiuti a far in modo che in uno Stato Libero e Civile ad andare in esilio non siano i Testimoni; gli imprenditori e commercianti estorti, ma piuttosto i delinquenti, gli assassini, i truffatori.
Vorremmo che un giorno questo nostro Stato riuscisse a lasciare a casa propria quei cittadini che hanno fatto prevalere sulla paura la forza della loro coscienza, della dignità, dell’onestà.
Il nostro Paese, le sue Istituzioni, le forze politiche, le agenzie tecniche preposte come il Servizio Centrale di Protezione, mantengano alta la considerazione, l’attenzione, la solidarietà e la protezione verso queste persone.
Siamo grati a quanti si impegnano però, alcuni segnali ci hanno fatto apparire necessaria questa lettera e doveroso il nostro rispettoso intervento.
Distinti saluti

Nadia Furnari per “l’Associazione Antimafia Rita Atria”

In collaborazione con:

Don Luigi Ciotti – Presidente di Libera
Rita Borsellino – Vice Presidente di Libera
Alfio Foti – Vice Presidente di Libera
Piera Aiello – Testimone di Giustizia
Mario Ciancarella per l’Osservatorio “Sandro Marcucci” sui diritti umani (PI)
Michela Buscemi – Testimone
Luciana e Giorgio Alpi
Antonio Mazzeo per il Comitato per la Pace di Messina
Redazione “Terrelibere” di Messina
Salvo Lipari - Responsabile Area Legalità, Diritti e Cittadinanza dell'Arci Sicilia
Adriana Musella - Riferimenti