Rita Atria Stralci del Diario di Rita Atria

Stralci del Diario di Rita Atria

Ho una gran paura. Il motivo è che stasera, alle 11.35 circa, ho sentito bussare alla porta...

L'una di notte e non riesco a dormire. Sono molto preoccupata e per la prima volta dopo la morte di Nicola ho una gran paura, non per me, ma per mia madre. Il motivo è che stasera, alle 11,35 circa, ho sentito bussare alla porta. Io e mia madre eravamo sveglie, ma le luci erano spente, mia madre dopo che hanno continuato a bussare insistentemente, ha chiesto chi era, e una voce ha risposto che era Andrea e che era venuto a fare visita. Mia madre non l'ha riconosciuto e gli ha chiesto di andare via, ma lui insisteva, io invece ho riconosciuto subito la voce, non appena l'ho sentito parlare: era Andrea D'Anna, il ragazzo che mio padre faceva lavorare con lui in campagna, e che il giorno del suo assassinio lo accompagnava nei campi. Andrea ha insistito dicendo che voleva entrare, ma dopo che mia madre gli ha detto più volte di andarsene, perché era tardi, lui si è finalmente deciso e si è diretto verso il vicolo che è di fronte a casa mia, e che arriva alla strada prima della nostra , cioè la via Manzoni. Dopo un po' ho sentito il rumore di una macchina che partiva, ho detto a mia madre chi era, perché lei ancora non lo aveva capito. Andrea non veniva a casa mia da più di cinque anni, ma la cosa di cui sono sicura è che è venuto per uccidermi, perché conosco le amicizie che ha con gli appartenenti al clan degli Accardo. So benissimo che porta sempre con sè una pistola e che dopo aver smesso di lavorare da noi, si fa comprare per fare i lavori più sporchi e illeciti che vi siano. Tutte le mattine che ho preso l'autobus, ho incontrato Massimo, suo fratello, che come lui fa di tutto per guadagnare soldi, e mi sono accorta che da due settimane quasi è un'abitudine. Stamane non sono andata a scuola perché dovevo raccogliere olive e credo proprio che sia stata la mia fortuna. Se stamani fossi uscita per recarmi a scuola, sono quasi certa che mi avrebbero ucciso. Troppe combinazioni[...] Stasera Andrea non era ubriaco, era capace di fare ciò che gli Accardo, per mezzo dei suoi soldatini, hanno ordinato di fare, cioè uccidere me e mia madre. In lui c'era troppa insistenza gentile. Ho detto a mia madre che era tutto a posto, ho inventato delle scuse per tranquillizzarla, ma ho proprio paura che domani mi uccideranno. Spero che le mie paure siano infondate, ma in caso contrario spero non facciano del male a mia madre, la mia paura è per lei, non posso lasciarla nei guai. Domani avvertirtò il brigadiere, ma prima devo assicurarmi che mia madre sia al sicuro. Spero non sia l'ultima volta che scrivo in questo quaderno.


n.d.r.: Rita verrà portata via da Partanna nel giro di poche ore raggiungendo Piera Aiello a Roma. "Quando è arrivata Rita non aveva neanche un borsone: solo quello che portava addosso. Non ha avuto di prendere niente. Tranne il diario" (Piera Aiello).
La madre di Rita non ha mai avuto problemi con la mafia perché si è dissociata dalle azioni della figlia. Anche il giorno della tumulazione (Rita non ha avuto un funerale in quanto la chiesa lo ha negato - solo nel 1997 abbiamo organizzato con molta fatica una messa in suo nome che di fatto rappresentava una specie di funerale differito) ha preferito rimanere fede all' "onore" negando a Rita anche l'ultimo saluto.

E' incomprensibile  come un sorriso ti possa affascinare, come due occhi ti possano far innamorare, come un silenzio ti possa far stare male, come una carezza ti possa far rabbrividire, come una voce invada il tuo cuore, come il desiderio di un uomo i sensi ti possa risvegliare... L'incomprensibile, l'inspiegabile, forse troppe domande per chi è ancora solo una piccola ragazzina.

 

Mio Dio, perché mi toglie sempre troppo presto ciò che amo...     

Mio Dio,
perché mi togli sempre troppo presto ciò che amo.
Ti prego toglimi il cuore ma non farmi soffrire, non farmi tenere tra le mani ciò che non potrà mai essere mio.[...]
Sono quasi le 9 di sera, sono triste e demoralizzata forse perché non riesco più a sognare, nei miei occhi vedo tanto buio e tanta oscurità.
Non mi preoccupa il fatto che dovrò morire ma che non riuscirò mai ad essere amata da nessuno.

Non riuscirò mai ad essere felice e a realizzare i miei sogni. Vorrei tanto poter avere Nicola vicino a me, poter avere le sue carezze e i suoi abbracci, ne ho tanto bisogno, e, l'unica cosa che riesco a fare, è piangere, ma vorrei tanto il mio Nicola.

Nessuno potrà mai colmare il vuoto che c'è dentro di me, quel vuoto incolmabile che tutti, a poco a poco, hanno aumentato. Non ho più niente e nessuno, non possiedo altro che briciole. Non riesco a distinguere il bene dal male, tanto ormai è tutto così cupo e così squallido.

Credevo che il tempo potesse guarire tutte le ferite. Invece no. Il tempo le apre sempre più fino ad ucciderti, lentamente.

Quando finirà quest'incubo?

Rita Atria



Attendere chi. O cosa?...
Forse una speranza
l'illusione di cambiare ciò che ti circonda
talmente complicato perché sai che mai
ciò che è stato rubato ti potrà essere restituito
puoi gridare, piangere, soffrire,
ma nessuno ascolterà, nessuno ti capirà
anzi ti giudicherà. 

 

E' notte...     

E' notte e nel cielo c'è soltanto silenzio
e un gran buio
la città intorno a me è ancora sveglia
e piena di luci
ascolto ma non sento
Quella città è troppo lontana da me
o forse io da lei
Comunque sia non sapere
qual è la mia città mi fa solo capire
quanto sia dolce il dolore
che ci lega ai suoi ricordi.

Una sottile e cupa oscurità ti invade
però stavolta non è la paura che ti impedisce di vedere, è proprio la sera,
è proprio la poca luce della luna che ti fa spegnere.
Piano, piano, dolcemente quasi fino a farti morire dentro


E' una lunga sera...
E' una lunga sera e nel cielo ci sono milioni di stelle, una più affascinate dell'altra, in ognuna c'è un piccolo segreto, ognuna ha un lungo viaggio da compiere, e una di esser, proprio la più piccola, la più lucente, la più lontana, sta compiendo per me il più lento ed il più lungo dei viaggi, per arrivare in un luogo chiamato infinito, proprio lì sono i miei due grandi amori, proprio lì nell'infinito un giorno potrò riabbracciare le mie stelle. Quelle stelle che avranno il potere di illuminare l'immensità del cielo e che nessuno potrà più spegnere mai.


Ora che è morto Borsellino...
Ora che è morto Borsellino, nessuno può capire che vuoto ha lasciato nella mia vita.
Tutti hanno paura ma io l'unica cosa di cui ho paura è che lo Stato mafioso vincerà e quei poveri scemi che combattono contro i mulini a vento saranno uccisi.
Prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combarrete la mafia che c'è nel giro dei tuoi amici, la mafia siamo noi ed il nostro modo sbagliato di comportarsi.

Borsellino, sei morto per ciò in cui credevi
ma io senza di te sono morta.

 


 

 

 

Come sempre vince chi è più bravo a truffare la vita...


Credo proprio che mai Culicchia andrà in galera. Ha ucciso, rubato, truffato ma mai nessuno riuscirà a trovare le prove che lo accusano e provino che dico la verità. Sono sicura che mai riuscirò a farmi credere dai giudici, vorrei che ci fosse papà, lui riuscirebbe a trovare le prove che lo facciano apparire per quello che veramente è, cioè Culicchia è solo un assassino truffatore, ma naturalmente le parole di una diciassettenne non valgono nulla. Io sono solo una ragazzina che vuol fare giustizia e lui un uomo che interpreta benissimo la parte del bravo e onesto onorevole. Io non potrò più vivere, ma lui continuerà a rubare, e a nascondere che è stato lui a far uccidere Stefano Nastasi. Già come sempre vince chi è più bravo a truffare la vita.

Rita Atria

l'on. Culicchia è stato assolto nel 2000.
il link alla notizia... non servono commenti...
 http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2000/01/08/mafiaassolto-culicchia-prego-per-rita-atria.html