Mario Ciancarella

“Questa è la storia di un perdente. Una storia iniziata sui banchi e sui piazzali della Accademia Aeronautica e approdata sui banchi degli imputati in procedimenti militari - penali e disciplinari - che si sono conclusi con l'infamante provvedimento della rimozione dal grado e della conseguente espulsione dalle Forze Armate. Ma è una storia non ancora conclusa, anche se molti ed in molti modi avrebbero voluto scrivere la parola 'Fine'”.
[...]

“Certo potremmo chiederci "che senso abbia" bruciare così la vita propria e quella dei propri cari, ed avere la amara sensazione che si tratti soltanto di gocce inutili in un grande ed arido deserto. Potrebbe sembrarci lontano ed insignificante quello che scrissero con tanta serena dignità e forza - senza nascondere nè le paure, nè la amarezza, umanissime - i tanti condannati a morte della Resistenza, di ogni ceto sociale e di ogni livello culturale. 

Ma può essere utile pensare che, se ogni goccia compie con fedeltà il suo percorso, è indubbio che le gocce finiranno per incontrarsi e diverranno sorgente e poi ruscello e poi fiume ed infine mare. Tutto questo non è poesia ma la Legge fondamentale della Vita, immutabile. Dove essa viene tradita tutto diviene arido ed infecondo. Questa semplice certezza è stata la pelle ed il sangue di ciascuno di noi. La sofferenza e la consapevolezza di "aver perso" non possono mutare il giudizio finale: È impossibile pentirsi” . 

Mario Ciancarella … Breve cronistoria

 

1969   L’Accademia

Si arruola in accademia

1975   Denunciato dall’AM

Viene denunciato dall’AM alla magistratura militare per aver partecipato ad un convegno a Livorno in cui avevo definito la condizione di corruzione nelle forze armate come “grosso marciume e mafia”

1976   Viene Prosciolto dalle accuse

Viene prosciolto dalle accuse per decisione del magistrato di La Spezia che scriverà nelle sue conclusioni:

“il punto 7b della informativa contiene l’esposizione, concentrata in un periodo, delle espressioni più polemiche usate dall'ufficiale nel suo pubblico intervento. Dalla lettura del passo citato deriva la sensazione che il Ciancarella sia incorso in una esplosione emotiva, concretatasi in una serie di invettive pretestuosamente ed immotivatamente aggressive del bene tutelato dall'art. 81 del c.p.m.p. l'ascolto della registrazione dell'intervento consente di correggere quella prima sensazione, anche se dà conferma dell'effettivo uso, da parte del Ciancarella, delle espressioni attribuitegli.

Dall'esame del contesto dell'intervento, delle premesse da cui muove il passo in questione del discorso, delle conclusioni cui perviene, si evince come quelle espressioni non siano veramente distruttive, fine a se stesse, ma abbiano la funzione…”[…]

 “Il Ciancarella sembra sostenere che la resistenza alle istanze di democratizzazione delle forze armate è alimentata, al di là delle motivazioni ufficiali ("abbastanza fasulle") da intenti di conservazione di illeciti privilegi da parte di chi, riuscendo a profittare delle degenerazioni esistenti, paventa le maggiori possibilità di intervento dei militari in funzione di moralizzazione dell'ambiente.”[…]

“Che nell'ambito delle forze armate, come del resto di altri settori della pubblica amministrazione, in Italia come altrove, possano stabilirsi e di fatto talvolta si stabiliscano centri di potere volti ad interessi privati; possano verificarsi e di fatto talvolta si verifichino usi impropri delle cose dello stato, è             una amara realtà testimoniata, oltreché dalla esperienza comune, dalle cronache del malcostume e da quelle giudiziarie. Definire ciò “grosso marciume” e “mafia” significa esprimere, con locuzioni rozze (ma d'altronde non è obbligatorio essere dei raffinati oratori) un ovvio giudizio di disvalore su tali fenomeni degenerativi; che non potrebbe essere assai severo anche se espresso in termini forbiti.”

1976   Il Movimento Democratico dei Militari

Entra a far parte del Movimento Democratico dei Militari per la riforma democratica e costituzionale delle forze armate, partecipando a Venezia, nel novembre ’76, al convegno indetto dai sottufficiali democratici.

1977   La tragedia del Monte Serra

Tragedia del C130 Vega 10. Il Velivolo precipita con 39 cadetti e 5 d’equipaggio a bordo. Ciancarella al tempo era capitano d’ispezione. Autonomamente indaga sull'avvenimento e arriva alla determinazione di mettersi a rapporto a Roma per denunciare le cause vere di quell’incidente e cioè la presenza a bordo di un pilota che aveva perso la abilitazione in un turbine di falsi alibi per continuative assenze. Alibi costruiti con l’assenso dell'aeronautica per coprire altre attività illegittime relative al traffico d’armi curato da quel pilota. Il campionario di oggettistica in oro, argento e peltro con cui quel pilota circolava fu ritrovato dal Ciancarella e dal M.llo dei carabinieri della base nella sua stanzetta in cui apposero i sigilli dopo l’incidente.[i]

 

1977-1978     La legge 328/78 di riforma della Disciplina Militare

Partecipa attivamente alla stesura ed approvazione parlamentare della legge 328/78 di riforma dei principi della disciplina militare nella quale viene istituita l’elezione delle rappresentanze democratiche di base elette dai militari a scrutinio segreto e che sancisce, inoltre, il diritto di sindacato sugli ordini illegittimi e il dovere di disobbedienza per ordini contrari alle istituzioni ed alle leggi.

1979   Il Presidente Pertini

Viene convocato per un colloquio, direttamente sul posto di lavoro, dalla segreteria personale del Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Il Presidente era interessato ad approfondire i contenuti di una lettera firmata da 800 sottufficiali e da un solo ufficiale, il Capitano Ciancarella, appunto, in cui si sollecitava l’applicazione della legge con l’elezione delle rappresentanze di base.

Ciancarella venne ricevuto in delegazione (come da sua richiesta e condizione). Richiesta e condizione che il Presidente Pertini non esitò ad accettare.

Da allora si stabilì un filo diretto tra il Capitano Ciancarella e il Presidente Pertini che chiederà di essere messo al corrente delle manovre dei vertici militari per facilitare, ad esempio, l’applicazione della separazione del controllo aereo civile da quello militare, ed altri fenomeni distorsivi della correttezza costituzionale delle forze armate, ivi compresi possibili attentati alla vita del Presidente.

1980   La Strage di Ustica e l’arresto

Il 27 giugno la strage di Ustica.

Dopo la strage di Ustica, Ciancarella viene contattato dal M.llo Mario Alberto Dettori[ii] di Grosseto. Al telefono il Dettori gli confida, con molto allarme per la propria sopravvivenza: “Comandante siamo stati noi”. Ciancarella e Dettori si salutano impegnandosi a risentirsi, quando Dettori fosse stato più tranquillo, per fissare un appuntamento per incontrarsi e valutare assieme la situazione.

Ciancarella rinvia il tempo minimo necessario per verificare l’attendibilità della versione offerta dal Dettori, attendibilità sulla quale, dopo il ritrovamento del Mig libico (luglio 1980) non avrà più dubbi. Infatti, dopo il ritrovamento del mig Libico, Dettori richiamerà Ciancarella per dirgli con ritrovata freddezza:

Dopo questa puttanata del mig ti dò tre campi su cui cercare:

1.           gli orari di atterraggio dei nostri velivoli,

2.           i missili a guida radar

3.           i missili a testata inerte.”

Dopo avere ricevuto queste ulteriori informazioni, coinvolgendo il Tenente Colonnello Sandro Marcucci, avvia, quindi, l’indagine dalla quale emerge subito la dimensione della “puttanata” nel ritrovamento del mig. Libico. Ciancarella inizia ad impostare un piano di indagine sistematica con Sandro Marcucci ma viene incarcerato il 29 settembre con gravi quanto pretestuose accuse di insubordinazione.

1980-1982     La difesa e il proscioglimento

Ciancarella ottiene una difesa gratuita dal 76% del parlamento italiano, PCI, DC e PSI, con tre legali tecnici, Avv. Tarsitano PCI, On Martinazzoli DC, On Fortuna PSI e tre garanti politici, On Baracetti PCI, On Martini Maria Eletta DC, On Valdo Spini PSI. I tre parlamentari escludono di poter collaborare con l’avvocato Canestrini, colpevole, a loro dire, di difendere i terroristi delle Brigatre Rosse. Nel febbraio 1982 i tre parlamentari non si presentano al processo che verrà comunque celebrato. Ciancarella, nonostante le assenze viene comunque assolto con applicazioni alchemiche come quella dell’amnistia (cui aveva comunque formalmente rinunciato) o per difetto di querela.

I tre partiti difensori decidono di non presentare le motivazioni di appello (si saprà poi di un patto in cui alla mancata presenza in processo questo sarebbe stato comunque celebrato con formule di assoluzione e rinuncia alla presentazione dell’appello da parte sia dei legali di Ciancarella che dello Stato e reintegrazione in servizio del Ciancarella).

Ma alle 17.00 dell'ultimo giorno utile per l'appello la amministrazione presenta le proprie motivazioni ed il Ciancarella decide di rinunciare alla difesa politica.

1981 Novembre       Arresto di Sandro Marcucci

Ciancarella riceve una telefonata “pericolosa” da Sandro Marcucci che gli annuncia di avere due colleghi (un controllore ed un pilota) pronti a confermare al magistrato, se convocati, che il mig sarebbe partito dalla base di Pratica di Mare. A ridosso del Natale del 1981 Sandro Marcucci viene carcerato con l’infamante accusa di truffa allo Stato.

Il padre di Sandro Marcucci gli procura la difesa dell'Avvocato Bettoni, legale di Reder e per questo sorgeranno duri conflitti tra Marcucci e Ciancarella. Conflitto che si ricomporrà di fronte alla professionalità ed onestà intellettuale dell'Avvocato Bettoni che seguirà Sandro in ogni fase successiva, portandolo alla assoluzione ed alla salvezza da un consiglio di disciplina che avrebbe voluto suggerire anche per lui la radiazione, facendo invalidare gli atti di una prima fase artefatta di tale procedimento disciplinare e costringendo i vertici a ripiegare sulla sospensione disciplinare per un anno.

1983 Ottobre  La radiazione

Viene convocato in comando della 46 ab di Pisa ove gli viene comunicato che, con DM (Decreto ministeriale) in via di perfezionamento è stata disposta la perdita del grado e la rimozione.

Ciancarella chiede di avere copia del decreto e lamenta che la legge avrebbe previsto un D.P.R. Ma il decreto non viene consegnato e le pratiche per la sua riduzione allo stato civile hanno comunque seguito, senza neppure il riconoscimento della pensione.

1987   Il suicidio di Dettori

Sandro Marcucci, collocatosi in pensione dall’aeronautica convince Mario Ciancarella a riprendere in mano la vicenda Ustica per la propria dignità e quella dei loro figli. Il piano era di incontrare il Dettori, che aveva innescato la prima fase delle indagini incontrandolo personalmente. È il 18 marzo 1987.

Il 31 marzo del 1987 Dettori viene ritrovato impiccato a Grosseto prima di dare l’opportunità a Sandro Marcucci, che lo avrebbe cercato avendo maggiore libertà di movimento di Mario, di fissare un incontro.

Saprà successivamente Ciancarella che la sua libreria era stata cosparsa di cimici di ascolto e dunque non si esclude che qualcuno sapesse che Sandro Marcucci e Mario Ciancarella avrebbero cercato il M.llo Dettori. La morte di Mario Alberto Dettori viene archiviata come suicidio e non verrà eseguita alcuna autopsia.

L’11 novembre 1987 Sandro Marcucci e Mario Ciancarella ritengono di essere arrivati alla individuazione dello scenario finale sulla strage di Ustica. Uno scenario scellerato che fa presumere un delitto premeditato e volontario di civili eseguito, da uomini e mezzi della nostra aeronautica, per assecondare volontà di altri governi inibiti ad esercitare in proprio la azione stragista.

Lo scenario è quello che in gergo si chiama “attacco alla fattoria”. Si veda operazione Northwoods elaborata dalla CIA per giustificare un possibile attacco a Cuba.

1991 novembre        Dare Voce al Silenzio degli Innocenti

Sandro Marcucci e Mario Ciancarella formano un’associazione di ex militari che si faccia carico di organizzare un convegno “Dare voce al silenzio degli innocenti” in cui invitare le associazioni dei familiari delle vittime di strage in Italia ed alle quali chiedere di potersi costituire parte civile in giudizio perché è l'aeronautica stessa ad essere stata ferita dalla strage di Ustica, così come accade per le associazioni di difesa della donna nelle cause di femminicidio.

1991 dicembre         La candidatura nel Movimento per la democrazia La Rete

Sandro Marcucci cambia strategia e si presenta a Firenze per suggerire che Mario venga candidato alle elezioni politiche, del febbraio successivo, nelle fila del Movimento per la Democrazia la Rete.

1992 febbraio           Muore Sandro Marcucci insieme all’avvistatore Silvio Lorenzini

Alessandro Marcucci muore in quello che verrà definito incidente aereo mentre era al comando di un Piper in missione di avvistamento incendi, insieme a Silvio Lorenzini, per la Regione Toscana. Trentatre giorni dopo muore anche Silvio Lorenzini. Nel 1992 l'inchiesta era stata chiusa come incidente.

1992 gennaio/febbraio        Il Giudice Priore

Mario Ciancarella invia una lettera aperta al Ministro della Difesa, a seguito del rifiuto del Ministro di candidare il ministero come parte civile, nonostante la specifica richiesta del Giudice Priore, contro gli imputati per i quali il Giudice Priore aveva disposto l’incriminazione, accusando la politica di aver creato “i Tascio” per occultare le verità.

La lettera stenta ad essere pubblicata dai quotidiani o da altri organi di stampa e questo suscita apprensione in Sandro Marcucci che, chiusosi per tre ore in ufficio con il caporedattore del quotidiano il Tirreno di Pisa, lo convince a pubblicare integralmente la lettera. Ma il giornale affianca alla lettera alcune “pericolose” dichiarazioni di Sandro Marcucci tra le quali l’affermazione che “conoscevamo molto bene il generale Tascio e che sarebbe stato pronto a tutto pur di fare carriera”.

Tre giorni dopo l’uscita dell’articolo e a tre giorni dalla presentazione delle liste             elettorali Sandro Marcucci muore nell’ennesimo “incidente” mentre era su un aereo antincendio al servizio della Regione Toscana sui costoni di Campo Cecina a Massa Carrara. Con Sandro Marcucci muore, 33 giorni dopo, l’avvistatore Silvio Lorenzini che era seduto alle spalle di Marcucci.

Sul cadavere di Sandro Marcucci non viene effettuata alcuna autopsia e il pm conclude, in accordo con le valutazioni della dott.ssa Italia, presidente della commissione governativa di inchiesta, che si era trattato di un incidente determinato dalla bassa quota di volo mantenuta da Sandro e da una sua sopravvalutazione delle prestazioni del velivolo, oltre a condizioni di micrometeorologia determinate dalla presenza di vento (anche se tutti i testimoni e il rapporto dei carabinieri hanno affermato decisamente che “non c'era vento”).

1992 - 1995   La richiesta del Decreto

Mario Ciancarella riesce ad ottenere dall’aeronautica, sull'onda delle furiose polemiche nate intorno alla morte di Sandro, una copia del decreto che risulterà spudoratamente falsificata nella firma del presidente Pertini.

Quelle polemiche ed in particolare un articolo edito sulla rivista Avvenimenti attirano l’attenzione del Giudice Priore che lo convocherà come testee che lo sentirà quattro volte. Tuttavia, al termine della indagine, nella sua sentenza ordinanza di rinvio a giudizio per gli ufficiali imputati lo inserisce tra “gli inconsapevoli apportatori di elementi inquinanti” e giustifica tale giudizio anche in base alla e vicende aeronautiche di Ciancarella ed in particolare alla sua radiazione.

2000   Il caso Emanuele Scieri – l’arresto per calunnia

Viene arrestato a Viareggio, su mandato della procura di Pisa, per la vicenda della morte del paracadutista Emanuele Scieri per la quale aveva svolto indagini private ed aveva raccolto confidenze anonime di commilitoni della Vittima.

L’arresto avviene davanti alla figlia quindicenne che gli viene letteralmente strappata dalle braccia.

Nella relazione del Capitano Robazza al procuratore si riferisce apertamente alla presunta radiazione per motivare i suoi interventi come suggeriti dal malanimo per quella radiazione.

2000-2004     Ciancarella vince nei cinque procedimenti penali avviati dalla procura di Pisa

Mario Ciancarella vince nei cinque procedimenti penali conseguenti, ivi compreso quello intentato per diffamazione dal gen. Celentano, autore dello “zibaldone”, ma non viene mai ascoltato in sede politica o parlamentare, neppure, fino ad oggi, dalla recente commissione parlamentare di inchiesta sulla vicenda Scieri.

2007 dicembre         La Perizia calligrafica sulla firma del Presidente Pertini

Finalmente Mario Ciancarella ottiene un suggerimento legale affidabile e cioè quello di ricorrere ad una perizia calligrafica che sarà eseguita dalla Dott.ssa Bonati con esito assolutamente propenso a negare la genuinità della firma di Pertini. Il legale, Avv. Novani, però, riterrà concluso il suo mandato alla consegna dell'esito della perizia e qualche settimana dopo si cancellerà addirittura dall’albo dei legali.

2008 luglio    L’Associazione Antimafie “Rita Atria”

Nel momento in cui l’Associazione Antimafie Rita Atria (in origine costituita nel 1994 basandosi sull’art. 18 della Costituzione) decide di diventare soggetto giuridico nel luglio del 2008 chiede a Mario Ciancarella e ad altri nomi storici della lotta alle mafie, come la giornalista Graziella Proto, di sottoscrivere l’Atto Costitutivo come Socio Fondatore.

Attualmente è anche consigliere del Direttivo.

Ma l’amicizia e la collaborazione di Ciancarella con le due allora studentesse fondatrici, Santina Latella e Nadia Furnari, inizia molti anni prima; in particolare, Mario Ciancarella conosce Nadia Furnari nel 1991 nel Movimento per la Democrazia La Rete e da quel giorno affronteranno insieme questa durissima battaglia per la ricerca della verità, nonostante quasi tutti i venti contrari, condividendo, altresì, l’impegno in “Dare voce al silenzio degli innocenti”.

Nei successivi oltre vent’anni di vita l’Associazione (www.ritaatria.it  - https://it.wikipedia.org/wiki/Associazione_Antimafie_Rita_Atria) ha poi continuato, con tutti gli altri soci, a perseguire verità e giustizia in moltissime altre lotte.

2010 - 2014   Il Processo Civile per falso

Dopo una vana ricerca di altri legali disponibili a farsi carico della vicenda, l'avvocato Casella, assume e patrocina la causa davanti al Tribunale Civile di Firenze che accoglie la giurisdizione per il giudizio e nomina una CTU, Dott.ssa Bernabeis che nella sua perizia conclusiva del 30-6-2014 afferma che la firma analizzata non è stata vergata dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini.

2012   Riapertura del caso Marcucci[vi] – Lorenzini da parte dell’Ass. Antimafie Rita Atria

Su istanza dell’Associazione Antimafie Rita Atria, la Procura di Massa riapre le indagini per presunto omicidio sull'incidente in cui erano morti Sandro Marcucci ed il suo passeggero Silvio Lorenzini e dispone la riesumazione dei due cadaveri e la esecuzione di esami autoptici sui resti.

2016   Mario Ciancarella vince  la sua battaglia: la Firma del Presidente Pertini è stata falsificata

Il tribunale di Firenze riconosce la falsità della firma di Pertini e giudica l’amministrazione “in contumacia” non essendosi essa mai costituita nonostante le corrette notificazioni ricevute.