Sandro Marcucci Sito Ufficiale dell'Associazione Antimafie Rita Atria > Le Storie > Dimenticati > Sandro Marcucci > Analisi Documentale e Fotografica > Il povero Lorenzini

Menu Sandro Marcucci

Il Povero Lorenzini

NON AUTORIZZIAMO L'USO DI QUESTI CONTENUTI (DI NOSTRA PROPRIETA') PER FINI GIORNALISTICI CHE NON SIANO DA NOI CONDIVISI.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Ci sono poi altre circostanze che confermerebbero questa lettura: Silvio Lorenzini, come si e’ detto fu trovato con ampie ustioni su vaste zone del corpo in una zona innevata lontana dai rottami e che il solo testimone Agnesini (vedi la sua deposizione riportata tra i primi documenti relativamente al vento) colloca “a circa 10 metri dal velivolo”.

A questo punto deve essere accaduta una circostanza, gravissima per quanto involontaria di superficialita’, tra coloro che portarono i primi soccorsi al Lorenzini. Infatti essi non tennero conto che la tuta di Silvio, in tessuto acrilico (come sottolinea la Dott.ssa Italia nella sua relazione) si era gia’ stampata sui suoi tessuti. Ritenendo quindi di aiutarlo, qualcuno penso’ bene di togliegli quella tuta di dosso, ma di fatto cosi’ Silvio fu in parte scuoiato vivo. La tuta mi risulta essere stata poi consegnata ai familiari.

Quando i parenti lo videro, al pronto soccorso, spogliato della tuta, pensarono che qualche sciacallo doveva essersi anche accanito su quel pover’uomo perche’ notarono che egli non aveva piu’ al collo la grossa catena con croce che portava sempre. Dopo la morte di Silvio, di cui si dira’ piu’ avanti, i parenti si recarono in un mesto pellegrinaggio sul luogo dell’incidente.

Ebbene in quella occasione essi ritrovarono quella catena tra gli arbusti e le erbe, in una posizione che non e’ pero’ mai stata correttamente definita o accertata. Segno evidente che essa si fosse sfilata durante la eiezione del corpo di Silvio, a causa della rotazione successiva al primo impatto per stallo. Dunque la Commissione non si preoccupo’ non solo di studiare attentamente la posizione del corpo di Sandro Marcucci, ma neppure di collocare correttamente al suolo la posizione in cui fu ritrovato Silvio Lorenzini, il quale era a circa dieci metri - come dice il testimone Agnesini – ovvero ad “alcune decine di metri” come scrive la stessa Commissione, Lorenzini che aveva provveduto a spegnersi il fuoco addosso con la neve sparsa nei dintorni. Ma le foto dimostrano che nelle vicinanze dei rottami non sono presenti spazi innevati.

Agnesini e’ anche l’unico dei testimoni che abbia sottolineato la particolarita’ del “pilota seduto e bruciato” e che si sia posto il problema se Lorenzini si fosse trascinato da solo fuori dalle fiamme o se fosse stato sbalzato fuori dall’aereo nella fase di caduta. Pone infatti la domanda allo stesso Lorenzini ma questi risponde “Aiutate il pilota, ho freddo”.

 

 

Ne’ i commissari richiesero accertamenti medicolegali (se davvero si voleva sostenere la tesi che la fuga del Lorenzini dai rottami fosse avvenuta solo successivamente al momento in cui a terra, secondo i commissari, era esploso l’incendio) per verificare che sul corpo di Silvio fossero state individuate le tracce, che necessariamente avrebbero dovuto esserci, del suo trascinamento dai rottami al luogo in cui fu rinvenuto. In particolare terriccio e residui metallici.

La foto del cadavere di Sandro dimostra tra l’altro che nessuna delle strutture del velivolo, pur rottamate, presenti delle forzature di apertura verso l’esterno, operazione che sarebbe stata assolutamente necessaria (come ho gia’ detto) ad un uomo corpulento per trarsi fuori da quei rottami che invece appaiono intatti nelle posizioni e condizioni assunte durante lo schianto al suolo.

Perche’ dunque tali e tante anomalie non rilevate dalla Commissione? Ebbene perche’ la Commissione non ha mai visto la scena reale dell’incidente (del crimine, bisognerebbe dire) cosi’ come la vedete voi oggi. Il corpo di Silvio fu trasportato tempestivamente in ospedale (come era corretto che fosse, ma senza che per questo si dovesse rinunciare anche a fissare la collocazione esatta al suolo del punto in cui era stato rinvenuto) ed il corpo di Sandro fu estratto dai rottami nella tarda serata, come attesta il rapporto dei Carabinieri, ma prima che intervenissero i rappresentanti della Circoscrizione aeroportuale di Pisa, che per il rapporto giungono “Poco piu’ tardi”.

Vedi Verbale sopralluogo