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"Finché il sangue dei figli degli altri varrà meno del sangue dei nostri figli, fin quando il dolore degli altri per la morte dei loro figli, varrà meno del nostro dolore per la morte dei nostri figli, ci sarà sempre qualcuno che potrà organizzare stragi in piazze, banche o stazioni, su treni o su aerei, con bombe o missili, con la certezza di rimanere impunito."

Sandro Marcucci

News

Abruzzo e mafie, quando si scuoteranno (e muoveranno) le coscienze?

gen 26

Scritto da:
26/01/2017 17:44  RSS

 

Le recenti parole di Claudio Fava, vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia,  sembrano calzare perfettamente anche alla nostra Regione: le mafie ci sono ma si preferisce troppo spesso non vedere, non cercare, girare la testa dall’altro. Per cullarsi nell’inganno dell’isola felice

 

Le mafie cercatele in “certi insospettabili consigli d’amministrazione. Nelle logge massoniche coperte. Nelle carriere fulminee di certi oscuri ragionieri. Nei cantieri della civilissima Brianza. Nei subappalti per il movimento terra a mille chilometri dalla Sicilia. Cercatela a Reggio Calabria e ad Abu Dhabi (nell’ordine che preferite). Cercate la mafia in prossimità delle parole eleganti e discrete con cui vi spiegano che la mafia è sempre altrove, altre sono le emergenze, ben altro chiede il Paese. Infine, cercatela tra i vivi, non solo nel mesto elenco dei morti”. Sono frasi di un recente articolo di Claudio Fava (qui l’originale integrale http://mafie.blogautore.repubblica.it/2017/01/cerchiamola-dove-la-non-cerca-piu-nessuno/ ), vicepresidente della Commissione Parlamentare Antimafia.

Quanti sono nella nostra regione le sale, le strade e altri luoghi dedicati ai morti ammazzati dalle mafie? Quante le cerimonie, le commemorazioni, le sfilate per la legalità e la memoria? Tante, tantissime. Quanti invece gli occhi aperti, i megafoni aperti su quel che ci circonda, sul malaffare, sulla penetrazione delle mafie? Immensamente di meno, molto ma molto meno anche dei tantissimi che continuano a (s)parlare di un Abruzzo sano, immune, lindo e pulito. Al massimo sussurrando che qualcosina c’è, “ma giusto nel post terremoto e nulla di significativo”. Eppure inchieste, arresti, fatti di cronaca, processi  dimostrano che le mafie in Abruzzo ci sono da decenni, s’infiltrano nella gestione del “bene pubblico”, nell’economia, nel tessuto sociale. Investono, manovrano, trafficano.

Ma ammetterlo costerebbe troppe domande, pretenderebbe troppe indignazioni di fronte a connivenze e convenienze, imporrebbe una mobilitazione coraggiosa, vera e reale di fronte a troppi comportamenti omertosi, criminali, mafiosi che quotidianamente animano la provincia delle clientele e dei perbenismi, dell’alta borghesia della “società bene” che delle mafie si serve e ne è cliente. Droga, rifiuti, traffico d’armi, estorsione, corruzione, appalti, sfruttamento della prostituzione, caporalato e lavoro nero, in Abruzzo l’attività è fiorente e l’elenco è sterminato. Ci sono immensi prati dove nascono affari, traffici, intrecci criminali ripetutamente, costantemente, nell’imperversare di consorterie e comitati d’affari. La DIA un anno e mezzo fa scrisse nero su bianco che ci sono “imprenditori senza scrupoli che potrebbero rappresentare un’efficace testa di ponte per i gruppi camorristici”. Basta semplicemente vedere, leggere, ascoltare, aprire gli occhi.  E non accontentarsi di vivere in una mediocre sopravvivenza, non pensare che non ci interessa , che basta semplicemente scansarsi e “farsi i fatti propri”. Per poi lamentarsi solo quando si può far sfoggio di moralismo a buon mercato, di ipocrita conformismo, di borghese corporativismo (ma è tanto una “brava persona”, “ma lo conosco”, “certe cose si sanno ma non si dicono, non sono fatti nostri”) o il fastidio di chi non vuol mobilitarsi e non vuole che altri lo facciano. E’ troppo facile sfoggiare morale e pudore sulla prostituzione, sulla presenza delle “lucciole” in alberghi e strade. Ma quel traffico esiste perché qualcuno lo alimenta, il mercato c’è se ci sono clienti. E ci sono luoghi, strade, contrade chiacchierati e ben conosciuti, basta girare per bar e piazze, case e ville per scoprire che tanti, tantissimi sanno benissimo dove lo sfruttamento è florido. Ma proferiscono solo risolini maschilisti, battute indegne. O preferiscono il silenzio più omertoso possibile. L’ipocrisia è vomitevole, è ripugnante. Perché le risposte sono nelle “tiepide case”, nei borghesi divani dell’alta società, nel jet set della “città bene”. Sono i padri, i fratelli, i figli di “buona famiglia”. Gli stessi che regalano soldi alle mafie il sabato sera in ben conosciute stanze d’albergo o ai margini di viali altrettanto noti. Se questa regione è uno dei maggiori crocevia nazionali (inserita anche, come anche di recente hanno dimostrato inchieste giudiziarie) del traffico di stupefacenti, se sono state costruite vere e proprie cosche locali sulla droga, qualche domanda sarebbe d’obbligo. E la risposta è una sola: il mercato è florido, la domanda è sempre in aumento. Le lacrime davanti alle tragedie personali e familiari, lo stupore perbenista e benpensante non servono a nulla. Anzi, sono complici. Ogni volta che si rimane in silenzio, che non si denuncia, non si mette la faccia, si rimane inerti di fronte ad un luogo di spaccio, ad una persona che diventa ingranaggio del “mercato”, si diventa complici, mafiosi, assassini di ognuno delle vittime (dirette e indirette) della droga.

E’ inutile, offensivo, complice continuare a far suonare fanfare per cerimonie e sfilate, a intitolare strade e riempire “giornate” della legalità e della memoria se si continua a credere che è tutto confinato al passato e a latitudini lontane, a riempirsi la bocca coi morti ma dimenticandosi dei vivi. Il malaffare delle eco camorre sui rifiuti e nel ciclo del cemento era ed è ancora ben presente. E non è mai stato completamente portato alla luce. Ma quei potenti clientelari e mafiosi, quei pupari e pupi appaiono comodi quando bisogna chiedere un “favore”, bussare ad una porta, perseguire interessi personali tramite facili scorciatoie clientelari. Ma nel momento in cui ci si disinteressa (o meglio, ci si interessar solo quando si può servire ed essere favoriti), si gira la testa dall’altra parte di fronte a corruttele e consorterie, non ci si schiera (trincerandosi dietro fatalismo e qualunquismo d’accatto) o ci si schiera con il forte (arrivando anche ad infangare, insultare, colpire il debole), si è già scelta la mafia, la si favorisce e si è votato contro il proprio territorio, per incatenarlo e devastarlo.  Si sono scelti i criminali, i colletti bianchi, le piovre. Quella massoneria a cui fa riferimento Claudio Fava è presente anche qui, nel nostro Abruzzo. Ambienti e influenze compaiono  improvvisamente nelle cronache, cercando sul web si trova qualcuno che sembra voler denunciare una sua presunta influenza, notizie fanno riferimento a personaggi che entrerebbero in sodalizi per far carriera o che sono protetti nelle loro posizioni perché già affiliati, enti e uffici sono più che chiacchierati perché senza grembiule e compasso non si muoverebbe foglia (ma mai uno solo che abbia il coraggio di metterci la faccia, di denunciare e non sussurrare)  ma alla fine tutto si perde come in un porto delle nebbie. Si riuscirà mai a risalire dal porto delle nebbie? L’Abruzzo troverà mai i fari giusti per illuminare le zone grigie e far emergere senza remore la reale realtà dei fatti?

 

Alessio Di Florio

Associazione Antimafie Rita Atria Abruzzo

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Intervento di Nadia Furnari al Parlamento Europeo nell'ambito dell'iniziativa organizzata da EFDD

Tutti gli interventi all'indirizzo: https://www.youtube.com/watch?t=8105&v=GzrezGJauWU

Verità e Giustizia per Sandro Marcucci ...

"Finche’ il sangue dei figli degli altri varrà meno del sangue dei nostri figli, fin quando il dolore degli altri per la morte dei loro figli, varrà meno del nostro dolore per la morte dei nostri figli, ci sarà sempre qualcuno che potrà organizzare stragi in piazze, banche o stazioni, su treni o su aerei, con bombe o missili, con la certezza di rimanere impunito."

Sandro Marcucci
 

"Con le nostre storie e con il nostro impegno... dobbiamo avvicinarci agli altri..."


20 Anni: 1994 - 2014

Il Ventennale a Milazzo ...
prossima tappa in autunno a Bari


 


 

Memoria Attiva (WITKO)
pensato e scritto per i 20 anni
dell'Associazione Antimafie "Rita Atria"

Noi non siamo l'individuo medio metropolitano 
Giustizieri parolieri 
Da un comodo divano 
Noi pensiamo che giustizia 
Sia una parola amica 
Che contiene in se il rispetto e il suono alto della vita 
il suono alto della vita
Siamo nati da vent'anni e portiamo un nome buono 
Una lacrima di rabbia 
E speranza dentro al cuore 
speranza fa rumore 

E avanti
a mani nude
E pugni chiusi
Senza avere paura

Avanti
La verità non sa morire
Avanti
Il mondo è fatto per cambiare
E' mio

 I nostri passi fuori dai cancelli americani 
Sono un no deciso e secco 
Come i calli delle mani 
A macchine di morte a segreti senza fine 
Alle prese per il culo di cent'anni di regime 
Il pesce puzza sempre dalla testa e quell’odore 
Anche se cambi l'aria 
La puzza non si muove 
Se il pesce resta al sole


E avanti
a mani nude
E pugni chiusi
Senza avere paura
Avanti
La verità non sa morire
Avanti
Il mondo è fatto per cambiare
è anche mio
 

Grazie a questa gente
Che condivide il senso
Che esiste un mondo nuovo
A volerlo fino in fondo
Puoi cercarci nelle piazze
Al di fuori dei palazzi
Dove mischiano le carte
E la chiamano la legge
Puoi cercarci nei quartieri
Dove brucia la speranza
Dove è scritto no alle mafie
Dove è scritto
Resistenza 
Dove è scritto
Resistenza 


Io non ho paura
Di aver paura
Io non ho paura 
Di aver paura

Io non ho paura 





"Rita Atria" - Primo Piano

Bari: il Melograno della legalità rubato...
ripiantato in meno di 48 ore

Alla nostra Associazione il premio Parmaliana

La bellezza contro la mafia

 
                                   
   

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Rita Atria a Teatro...

Una collaborazione con A.C. immaginARTE di Stefania Mulè

Stefania Mulè - Teatro Rita Atria Stefania Noce

"E' una delle più belle manifestazioni di ricordo e di lotta e di richiesta di verità e giustizia a cui io abbia mai partecipato. Siete stati veramente bravi ma non solo bravi.Ci vuole anima ci vuole cuore, ci vuole passione per fare quello che avete fatto"

Franca Imbergamo (Distrettuale Nazionale Antimafia - Roma)

Album 4 aprile 2015

Nadia Furnari
Le altre foto su Facebook, fonte:

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