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Sandro Marcucci

News

Ecoballe italiane all'estero e conclusione processo Resit, la discarica sulla quale indagò Roberto Mancini

lug 20

Scritto da:
20/07/2016 14:48  RSS

Incerta per giorni la provenienza delle ecoballe italiane spedite in Marocco. Sono abruzzesi, mentre quelle della “Terra dei Fuochi” sono state inviate in Bulgaria. Ieri sentenza di primo grado del processo Resit, nato dalle indagini di Mancini.

 

L'articolo completo (di cui si sono riportati ampi stralci) è disponibile su http://www.qcodemag.it/2016/07/16/ecoballe-italiane-in-marocco-ma-da-dove/ 

 

[...] La notizia è rimbalzata una prima volta due settimane fa dal Marocco: parlamentari, associazioni e cittadini stanno protestando contro l’arrivo di ecoballe di rifiuti italiani. La Coalition marocaine pour la justice climatique – piattaforma di quasi 200 associazioni ambientaliste – in pochissimi giorni ha raccolto oltre 10 mila firme contro l’arrivo delle ecoballe. Nella visita in Campania dello scorso 11 giugno, Renzi aveva annunciato che, entro massimo 3 anni, le ecoballe saranno rimosse da Giugliano. In Marocco scatta l’allarme: le ecoballe che stanno arrivando, e che sono destinate ad essere bruciate nei cementifici di Casablanca e Settat, provengono da Taverna Del Re, da Giugliano.  Il 5 luglio i parlamentari del PD Khalid Chaouki, Eleonora Cimbro, Chiara Braga e Floriana Casellato presentano un’interrogazione scritta al Ministro dell’Ambiente Galletti, chiedendogli se è “a conoscenza dei fatti e se non ritenga urgente procedere ad una approfondita verifica della vicenda al fine di chiarire quale tipologia di rifiuti sarebbero arrivati nel porto marocchino e se tali rifiuti siano in linea con i parametri internazionali relativi allo smaltimento degli stessi”. Nell’interrogazione i parlamentari riportano che secondo la stampa i rifiuti approdati in Marocco “sarebbero provenienti dalla Campania, e precisamente da un sito di deposito combustibili che si chiama Taverna Del Re”. Mai condizionale fu più giusto. Perché nelle ore successive, come riporta "Terre di Frontiera" ( http://www.terredifrontiera.info/ecoballe-marocco/ ) che ha provato a ricostruire la vicenda, si diffonde la notizia che il quotidiano marocchino Hespress ha pubblicato la foto di una delle ecoballe. E la foto è inequivocabile, quella ecoballa non è partita dalla Campania ma dall’Abruzzo. E neanche i tempi sembrano poter coincidere con il sito di Taverna Del Re. Perché, come riporta sempre “Terre di Frontiere”, la foto di Hespress mostra che “le eco balle sono state confezionate il 27 maggio 2016 mentre il cantiere delle ecoballe campane è stato inaugurato 4 giorni dopo”. Sempre stando all’immagine, la ditta confezionatrice è la Deco, attiva sia in Abruzzo che in altre regioni d’Italia (e non solo) nel campo dello smaltimento dei rifiuti, e con sede principale a San Giovanni Teatino (provincia di Chieti).

[...]

Negli ultimissimi giorni su questo aspetto qualcosa pare cominci a chiarirsi, sembra ormai acclarato che la destinazione finale delle ecoballe di “Taverna Del Re” sarà la Bulgaria. 7.200 tonnellate di rifiuti saranno portate prima a Serino (provincia di Avellino), dove avverrà un primo trattamento, e poi dal porto di Napoli partiranno per Burgas, porto bulgaro sul Mar Nero. Le ecoballe in Bulgaria arriveranno, infine, a Cameno dove concluderanno il viaggio. [...]

Ecoballe ed emergenza rifiuti sono parole entrate nel vocabolario della cronaca italiana ormai da molti anni, simboli di uno dei capitoli più neri della storia italiana recente. [...] Negli anni Novanta s’involarono le ecomafie, arrivando a sfruttare anche le difficoltà e le mancanze della gestione pubblica. Napoli e la Campania videro il destino segnato dall’arrivo di milioni e milioni di rifiuti di ogni tipo, soprattutto dal Nord, con i traffici della Camorra. Erano gli stessi anni dell’assassinio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, che hanno pagato il coraggio, la costanza e l’aver denunciato e documentato gli sporchi traffici che dall’Italia hanno avvelenato (e con alta probabilità continuano a farlo con le immaginabili conseguenze anche sulla salute umana…) la Somalia e i mari. Cartelli criminali che hanno visto cooperare politici corrotti, camorristi, imprenditori, altri “indicibili” settori dello Stato (perché per un Roberto Mancini che fino all’ultimo combatté l’avvelenamento della “Terra dei Fuochi” tanti, troppi si son schierati, e hanno prosperato, sull’avvelenamento e con gli avvelenatori), alcune volte uniti anche da “vincoli massonici” (come scrisse nel 1994 la “Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari”, che sottolineò di non voler portare avanti “la criminalizzazione della massoneria in quanto tale”, “per i documentati rapporti tra organizzazioni mafiose ed alcune logge massoniche, e stante l’intreccio, proprio delle logge massoniche, tra alta riservatezza e vincolo di solidarietà, aveva sollevato, nella relazione sui rapporti tra mafia e politica, un allarme in ordine ai possibili condizionamenti di logge massoniche coperte e deviate nell’attività di pubbliche istituzioni” e che esistono inchieste dalle quali sono emerse “collusioni di suoi iscritti con esponenti della criminalità organizzata”). Una delle vicende simbolo è giunta nei giorni scorsi ad uno snodo fondamentale, è infatti ormai giunto a sentenza il processo Resit.

Il primo ad occuparsi della vicenda fu Roberto Mancini, il poliziotto morto il 30 aprile 2014 a 12 anni dalla diagnosi di linfoma non-Hodgkin contratto per il ripetuto contatto ravvicinato con i rifiuti tossici e radioattivi della “Terra dei Fuochi” (la sua biografia e le sue indagini, anche con la pubblicazioni di documenti ufficiali, è stata straordinariamente raccontata nel libro “Io, morto per dovere” pubblicato nei mesi scorsi da Chiarelettere e di cui sono autori Nello Trocchia, Luca Ferrari e la vedova Monika Dobrowolska.

Dopo due anni di indagini, Roberto Mancini consegnò nel 1996 alla direzione distrettuale antimafia di Napoli una dettagliatissima informativa sullo smaltimento criminale di rifiuti nella “Terra dei Fuochi” manovrato dal clan dei Casalesi. Solo diversi anni dopo il pubblico ministero Alessandro Milita porterà avanti le indagini. E si giunge così ai nostri giorni, con la sentenza di queste ore. Tra gli imputati Cipriano Chianese, considerato figura centrale come “broker” dei rifiuti e nelle cui discariche secondo l’accusa finivano i rifiuti industriali provenienti dalle fabbriche del nord Italia, Gaetano Cerci, che le cronache riportano essere “legato alla P2”, e Giulio Facchi, ex sub commissario per l’emergenza rifiuti nel periodo 2000-2004. Alcuni organi di informazione riportano che negli anni due pentiti di camorra, Giuseppe Valente e Nunzio Perrella, hanno affermato che Chianese era legato ai servizi segreti. Chianese è stato condannato a 20 anni, a 16 anni Cerchi, a 5 anni e 6 mesi Facchi (per il quale però è caduta l’aggravante di aver favorito la camorra). Tutti gli imputati sono stati condannati a risarcire per danni ambientali il comune di Giugliano. A poche ore dalla sentenza Fanpage ha pubblicato un’intervista a Facchi, nella quale si fa espressamente riferimento ad una “trattativa tra lo Stato e la camorra con la partecipazione dei servizi segreti per la gestione dell’emergenza rifiuti in Campania”.

L'ex sub commissario di Antonio Bassolino fino al 2004 racconta di diversi incontri con gli 007 italiani per discutere di come gestire la drammatica emergenza rifiuti campana e la gestione degli impianti in gran parte nelle mani della camorra” leggiamo nella descrizione del video  dell’intervista. I giornalisti di Fanpage Gaia Bozza e Antonio Musella sottolineano come le dichiarazioni di Facchi “trovano conferma in alcuni documenti della commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti. Il 12 luglio del 2011, l’allora capo dell’AISI – il servizio segreto interno – Giorgio Piccirillo fu ascoltato dalla commissione d’inchiesta guidata in quegli anni dall’onorevole Gaetano Pecorella. Piccirillo riferisce cosa avvenne tra il 2003 e il 2004, anni che riguardano il periodo preso in esame da Giulio Facchi alle nostre telecamere. Nel 2003 l’ex capo dei servizi Mario Mori – racconta Piccirillo – su richiesta del presidente della commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti Paolo Russo, avviò un sistema di infiltrazione di agenti dei servizi segreti all’interno della struttura del commissariato straordinario all’emergenza rifiuti in Campania”.

Sempre secondo Piccirillo, dopo 3 anni di interruzione, ci fu una “una nuova attività di infiltrazione dei servizi segreti all’interno del commissariato straordinario” perché l’allora prefetto di Napoli Pansa “chiese il supporto di una penetrazione informativa per sostenere i processi decisionali del commissariato straordinario”. Nel 2008 Bassolino, allora presidente della Regione Campania, nominò assessore all’Ambiente Walter Ganapini. La registrazione di un colloquio privato tra Ganapini ed esponenti di “comitati civici ed associazioni ambientaliste”, tra cui WWF e Legambiente, finì tra i cabli di Wikileaks. Nell’incontro Ganapini fece riferimento anche a due atti intimidatori (lo speronamento in auto nel modenese e l’aggressione notturna di 4 persone “a bordo di due moto con il volto coperto da caschi integrali” in piazza del Gesù a Napoli), affermando “gli avvertimenti li ho ricevuti, diciamo, rispetto al fatto che ho visto qualcosa che non dovevo vedere”, e alla discarica di “Parco Saurino 3”, in provincia di Caserta, “che – raccontano i due cronisti di Fanpage – sarebbe stata capace di accogliere tutti i rifiuti dell’emergenza campana”. Ganapini, raccontò ancora nel colloquio riportato da Wikileaks, ha negoziato su quella discarica con “il comandante… il coordinatore dei servizi segreti” che gli ha disse “per due volte, urlando: si è esposta due volte la Presidenza della Repubblica”.

Una realtà che coinvolse anche Regioni inaspettate, come l’Abruzzo. Una Regione dove, negli Anni Novanta, almeno 5 inchieste della magistratura hanno documentato e denunciato traffici e stoccaggio di rifiuti di ogni tipo (anche industriali, tossici, pericolosi) in cave, fornaci, terreni (l’ex fornace Gagliardi a Tollo, Scurcola Marsicana, le inchieste Humus, Ebano ed Eco). Mentre almeno 15 comuni misero la gestione dei propri rifiuti urbani in mano a Gaetano Vassallo, allora imprenditore dei rifiuti legato al clan dei Casalesi e successivamente collaboratore di giustizia. [...]

 

 

Alessio Di Florio







"Rita Atria" - Primo Piano

Bari: il Melograno della legalità rubato...
ripiantato in meno di 48 ore

Alla nostra Associazione il premio Parmaliana

In Viaggio con Rita Atria e Stefania Noce



PER INFORMAZIONI SCRIVERE AGLI INDIRIZZI:
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DIRETTO e INTERPRETATO

DA STEFANIA MULÈ

“In Viaggio con Rita Atria e Stefania Noce”, il cui format è firmato dall’Associazione Culturale immaginARTE, è uno spettacolo che con il quale si vogliono ricordare queste due giovani donne, facendo “Memoria Attiva” delle loro Idee e delle loro lotte, attraverso le poesie ed i pensieri di Stefania Noce, volata per mano assassina su una Stella, le vicissitudini di Rita Atria ed il significato simbolico delle loro rose rosse, la Musica che ascoltavano…. “In Viaggio con Rita Atria e Stefania Noce” narra di queste due giovani donne, attraverso un Viaggio tra le Idee, i Sogni, le Speranze, che raccontano, innanzitutto, le loro Vite.

In questo modo, ricordare la loro “partenza” diviene pietra miliare che segna Impegno, specchio della propria coerenza.

http://www.stefaniamule.it/ac-immaginarte/blog/in-viaggio-con-rita-atria-e-stefania-noce/

... in primo piano

Intervento di Nadia Furnari al Parlamento Europeo nell'ambito dell'iniziativa organizzata da EFDD

Tutti gli interventi all'indirizzo: https://www.youtube.com/watch?t=8105&v=GzrezGJauWU

Verità e Giustizia per Sandro Marcucci ...

"Finche’ il sangue dei figli degli altri varrà meno del sangue dei nostri figli, fin quando il dolore degli altri per la morte dei loro figli, varrà meno del nostro dolore per la morte dei nostri figli, ci sarà sempre qualcuno che potrà organizzare stragi in piazze, banche o stazioni, su treni o su aerei, con bombe o missili, con la certezza di rimanere impunito."

Sandro Marcucci
 

"Con le nostre storie e con il nostro impegno... dobbiamo avvicinarci agli altri..."


La bellezza contro la mafia

 
                                   
   

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Rita Atria

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Sandro Marcucci

Aspetta Giustizia dal 2 febbraio 1992


Rita Atria a Teatro...

Una collaborazione con A.C. immaginARTE di Stefania Mulè

Stefania Mulè - Teatro Rita Atria Stefania Noce

"E' una delle più belle manifestazioni di ricordo e di lotta e di richiesta di verità e giustizia a cui io abbia mai partecipato. Siete stati veramente bravi ma non solo bravi.Ci vuole anima ci vuole cuore, ci vuole passione per fare quello che avete fatto"

Franca Imbergamo (Distrettuale Nazionale Antimafia - Roma)

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20 Anni: 1994 - 2014

Il Ventennale a Milazzo ...
prossima tappa in autunno a Bari


 


 

Memoria Attiva (WITKO)
pensato e scritto per i 20 anni
dell'Associazione Antimafie "Rita Atria"

Noi non siamo l'individuo medio metropolitano 
Giustizieri parolieri 
Da un comodo divano 
Noi pensiamo che giustizia 
Sia una parola amica 
Che contiene in se il rispetto e il suono alto della vita 
il suono alto della vita
Siamo nati da vent'anni e portiamo un nome buono 
Una lacrima di rabbia 
E speranza dentro al cuore 
speranza fa rumore 

E avanti
a mani nude
E pugni chiusi
Senza avere paura

Avanti
La verità non sa morire
Avanti
Il mondo è fatto per cambiare
E' mio

 I nostri passi fuori dai cancelli americani 
Sono un no deciso e secco 
Come i calli delle mani 
A macchine di morte a segreti senza fine 
Alle prese per il culo di cent'anni di regime 
Il pesce puzza sempre dalla testa e quell’odore 
Anche se cambi l'aria 
La puzza non si muove 
Se il pesce resta al sole


E avanti
a mani nude
E pugni chiusi
Senza avere paura
Avanti
La verità non sa morire
Avanti
Il mondo è fatto per cambiare
è anche mio
 

Grazie a questa gente
Che condivide il senso
Che esiste un mondo nuovo
A volerlo fino in fondo
Puoi cercarci nelle piazze
Al di fuori dei palazzi
Dove mischiano le carte
E la chiamano la legge
Puoi cercarci nei quartieri
Dove brucia la speranza
Dove è scritto no alle mafie
Dove è scritto
Resistenza 
Dove è scritto
Resistenza 


Io non ho paura
Di aver paura
Io non ho paura 
Di aver paura

Io non ho paura